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SECO: Ue deve cambiare la propria “visione dogmatica”

(Keystone-ATS) Una soluzione per quel che riguarda la sorveglianza degli accordi bilaterali fra Svizzera ed Unione europea (Ue) non è in vista. Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch, direttrice della SECO, è però convinta che “se la Commissione Ue modifica la sua visione piuttosto dogmatica, la questione si potrà risolvere”.

Fino a questo momento l’applicazione degli accordi non ha sollevato problemi, ha dichiarato la responsabile della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) in un’intervista apparsa oggi sulla “Neue Zürcher Zeitung”. Non è tuttavia escluso che aumentino i casi di contrasto fra Berna e Bruxelles.

Per questo motivo, secondo la direttrice, è necessario un ente “che dica cosa è conforme agli accordi e cosa no”. Questa istituzione deve essere indipendente e valutare entrambi i punti di vista: “non può essere semplicemente la Corte europea”.

La proposta risulta problematica, in quanto la Corte europea non riconosce istanze superiori a sé stessa. L’Unione europea deve però capire che la Svizzera può accettare solamente una soluzione “adatta ad uno Stato sovrano”, ha sottolineato la Ineichen-Fleisch.

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