Siria: regime libera 553 fermati durante rivolta
(Keystone-ATS) Alla vigilia della Festa del Sacrificio, principale festività del calendario musulmano, le autorità siriane hanno annunciato oggi, tramite l’agenzia ufficiale Sana, il rilascio di 553 persone fermate dal 15 marzo scorso durante la repressione delle manifestazioni anti-regime.
“In occasione della Festa del Sacrificio – si legge nel comunicato diffuso dalla Sana – sono stati rilasciati oggi 553 fermati coinvolti negli eventi di cui è testimone la Siria ma che non si sono macchiati le mani di sangue”. L’agenzia ricorda inoltre che in passato erano già stati rilasciati 119 fermati.
I Comitati di coordinamento locali degli attivisti anti-regime hanno fornito oggi una lista aggiornata di 13’235 persone attualmente in carcere perché fermate in relazione alla rivolta in corso dal 15 marzo.
Intanto il segretario generale della Lega Araba Nabil el-Araby ha affermato che un fallimento del piano arabo per porre fine alle violenze, accettato da Damasco la scorsa settimana, sarebbe catastrofico per l’intera regione. El-Araby, che ha incontrato oggi una delegazione del consiglio nazionale siriano all’opposizione sotto la guida di Borhan Ghalioun, ha fatto appello alla fine immediata delle violenze e dello spargimento di sangue.
La road map araba, che Damasco ha accettato mercoledì, prevede la fine delle violenze, la liberazione dei detenuti della rivolta, il ritiro dei carri armati dai centri abitati e l’apertura del paese a osservatori e media internazionali. La Lega ha anche fissato un termine di due settimane per aprire un dialogo nazionale fra il regime e le opposizioni.
Secondo i Comitati di coordinamento locale degli attivisti e l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) è il numero dei morti oggi è salito a 17.