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Meno tasse per chi dona gli organi

Per incrementare il numero dei donatori di organi lo Stato potrebbe proporre una riduzione delle imposte o dei premi di cassa malattia. A sostenerlo è Mélanie Mader, giurista e ricercatrice presso l'Università di Neuchâtel.

«La mancanza di organi è un problema di salute pubblica e lo Stato deve preoccuparsene», ritiene Mélanie Mader. «La legge sui trapianti del primo luglio 2007 obbliga le autorità a fare in modo che ci siano a disposizione sufficienti organi, ma non fornisce loro gli strumenti per incoraggiare il dono», deplora la specialista, autrice di una tesi di dottorato sul tema.

In Svizzera sono circa 1000 i pazienti in attesa di trapianti d'organi (i tre quarti attendono un nuovo rene). Nonostante la popolazione elvetica manifesti un'attitudine generalmente favorevole al dono di organi, sono poche le persone che concretizzano il loro interesse dando il loro assenso, continua la ricercatrice. «Spesso pensare alla propria morte fa sorgere una barriera psicologica. Proprio per questo sono necessarie misure di incitamento».

Forte di questa constatazione, la giurista propone alcune soluzioni prendendo spunto da quanto fatto in altri Paesi. «Nei Paesi Bassi, colui che accetta di donare gli organi al momento della sua morte ha diritto ad una riduzione del 10% dei premi di cassa malattia. Si tratta di una misura pressoché simbolica, che può tuttavia incitare alcune persone a compiere il fatidico passo».

Un progetto di legge di uno Stato americano prevede da parte sua una partecipazione ai costi delle esequie. Altre possibilità potrebbero prevedere riduzioni fiscali, come quelle concesse alle organizzazioni caritative.

swissinfo.ch e agenzie


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