Ginevra cerca di attirare turisti da Oriente
Secondo alcuni esperti del settore, la città di Calvino deve cercare di diversificare la propria offerta turistica per evitare di essere eccessivamente dipendente dai vacanzieri provenienti dagli Stati del Golfo.
A metà agosto circa 1.8 milioni di persone hanno partecipato alle tradizionali Feste di Ginevra: lo scorso anno il medesimo evento aveva attirato circa 200’000 persone in più. La differenza è spiegabile tenendo presente che nel 2011 il festival cadeva durante il periodo del Ramadan.
Paul Muller, presidente dell’Associazione degli proprietari di alberghi ginevrini, sottolinea a questo proposito che «quando il Ramadan cade in un altro periodo dell’anno, i turisti provenienti dal Golfo garantiscono complessivamente la metà dei pernottamenti in luglio e agosto. Quest’anno ve ne erano fino al 25 luglio, poi sono partiti tutti». Il numero di turisti mancanti è stato soltanto parzialmente compensato da quelli arrivati a Ginevra dalla Cina, dall’India e dall’Europa orientale.
Ottimi clienti
La partenza dei turisti arabi non si fa sentire soltanto a livello di pernottamenti, ma anche dal profilo dell’indotto economico. Secondo American Express, infatti, i vacanzieri provenienti da Arabia Saudita, Bahrain, Oman, Qatar, Emirati arabi uniti e Kuwait spendono mediamente 1’892 franchi per una camera d’albergo – ovvero più del doppio dei cinesi – e circa 1’000 franchi per acquisti vari durante il soggiorno.
Il loro sostanzioso contributo è molto importante anche per le Feste di Ginevra, che permettono al Cantone di incassare circa 120 milioni: «Vi sono famiglie che spendono da 2’000 a 4’000 franchi per organizzare un evento serale. Questi indotti mancheranno al momento di tirare le somme per l’edizione 2011», rileva Bernard Cazaban, portavoce di Ginevra turismo.
Nuovi mercati
I responsabili del turismo ginevrino stanno cercando una soluzione per ovviare all’assenza di turisti arabi, in considerazione del fatto che il periodo del Ramadan coinciderà con le Feste di Ginevra anche in occasione delle prossime tre edizioni.
A queste difficoltà di calendario, si aggiunge il fatto che «Ginevra deve fronteggiare la concorrenza da parte di destinazioni simili ma più economiche», ha affermato Philippe Vignon, direttore generale di Ginevra Turismo. A suo parere, questa esigenza implica però anche «l’opportunità di riflettere sulla nostra offerta».
Dal canto suo, Muller ritiene che puntare in misura così importante sui turisti provenienti da un’unica regione è rischioso: «Ginevra si è impegnata per cercare di compensare il loro mancato arrivo, ma il 50% costituisce una fetta enorme. Ci vorranno dieci anni per equilibrare la situazione».
Paul Muller è anche convinto che alcuni altri mercati turistici – per esempio la Cina – richiedono una strategia migliore, tentando in particolare di presentare Ginevra come una destinazione ideale per lo shopping.
Sguardo verso l’India
Cazaban fa presente che la città sta già sviluppando una strategia specifica per attirare turisti da Cina, India e Brasile. Per esempio l’India era l’ospite d’onore in occasione dell’edizione 2011 delle Feste di Ginevra, con tanto di “villaggio indiano” e replica del Taj Mahal.
Una scelta non casuale: i pernottamenti di ospiti indiani nella Confederazione sono passati nel corso degli ultimi cinque anni da 162’724 a 270’834. «Molti turisti indiani sono soprattutto interessati alle montagne, ma anche Ginevra sta diventando una destinazione apprezzata», conferma Rajen Habib Khwaja, impiegato presso il Ministero del turismo indiano.
Una considerazione che trova riscontro nelle cifre: il numero di visitatori indiani a Ginevra tra gennaio e giugno è aumentato del 5% durante gli scorsi anni. Inoltre, conclude Cazaban, «nel 2010 i turisti indiani sono stati la dodicesima nazionalità tra tutti i vacanzieri, quest’anno sono al decimo posto e speriamo presto di poterli annoverare tra i top five».
Con esportazioni per circa 15,6 miliardi di franchi nel 2008, il turismo si colloca al quarto posto tra i settori d’esportazione.
Gli introiti legati al turismo nella Confederazione hanno superato nel 2008 la spesa degli svizzeri all’estero di 3,8 miliardi di franchi, determinando un saldo attivo della bilancia turistica di 1,3 miliardi di franchi in più rispetto all’anno precedente.
Gli introiti derivanti dal turismo in Svizzera (domanda turistica diretta) ammontavano nel 2009 a 34,9 miliardi di franchi.
Nel 2009, l’industria turistica svizzera ha garantito circa 145’700 osti di lavoro a tempo pieno, corrispondenti al 4,1% degli occupati.
Nel 2009 la Svizzera si è confermata per la terza volta consecutiva al primo posto quale piazza d’investimenti in ambito turistico secondo la valutazione del World economic forum (WEF), soprattutto grazie all’elevata professionalità degli impiegati nel settore.
Fonte: Strategia di crescita per la piazza turistica svizzera. Segreteria di Stato dell’economia (2010)
traduzione e adattamento: Andrea Clementi
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