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Gli animalisti nel mirino della polizia federale

In seguito alle critiche espresse dal presidente della Novartis Daniel Vasella, la Polizia giudiziaria federale (PFG) ha deciso di coordinare le inchieste contro presunti animalisti, accusati di una serie di atti di vandalismo, perpetrati per protestare contro gli esperimenti di vivisezione condotti dal colosso farmaceutico svizzero.

La PFG ha tenuto conto delle critiche di Daniel Vasella, che l’aveva accusata di passività di fronte alle azioni di intimidazione compiute da animalisti militanti contro esponenti dell’industria farmaceutica svizzera. Gli organi della polizia federale coordineranno quindi le inchieste aperte contro gli autori degli atti di vandalismo, che rivendicano la chiusura del maggior centro europeo di vivisezione di Huntigton, in Gran Bretagna, usato in passato anche da Novartis.

Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) non intende tuttavia occuparsi del dossier penale aperto in seguito alla profanazione, nel luglio scorso a Coira, della tomba della madre e della sorella di Vasella. In questi casi, la conduzione delle inchieste spetta ai cantoni, ha indicato l’MPC in una nota pubblicata giovedì.

Il presidente di Novartis è stato uno dei primi ad essere nel mirino degli attacchi dei militanti della causa animalista. Oltre alla profanazione del cimitero di famiglia, è stato incendiato il suo chalet di vacanza nel Tirolo austriaco. L’azione è stata rivendicata dall’organizzazione animalista militante britannica Militant Forces against Huntigton Life Sciences (MFAH), che si batte per la chiusura del laboratorio di vivisezione di Huntigton.

Altri collaboratori della società farmaceutica basilese sono stati vittime di atti di vandalismo: ad alcuni impiegati di Novartis, ad esempio, è stata bruciata l’automobile. In Francia, inoltre, un centro sportivo della casa farmaceutica è stato danneggiato da un incendio doloso.

A fine agosto la procura di Basilea Città ha dichiarato di voler trasmettere alla Confederazione il dossier sugli attentati e le minacce degli animalisti, sottolineando che i casi riguardano diversi cantoni e perfino luoghi all’estero. Inoltre, le persone minacciate – tra cui lo stesso Vasella – non vivono a Basilea.

swissinfo.ch e agenzie

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