Incidente sulla Jungfrau: assolte le guide
Le due guide alpine coinvolte nel dramma della Jungfrau del luglio 2007, che provocò la morte di cinque reclute e un sergente, sono state prosciolte. Lo ha deciso venerdì a Coira il Tribunale militare 7.
Gli imputati, di 34 e 47 anni, erano stati accusati di omicidio per negligenza e di violazione del regolamento di servizio durante l’ascensione della cima bernese. La corte ha però ritenuto che la decisione di scalare la Jungfrau – pur essendosi rivelata obiettivamente errata – non può essere considerata una mancata considerazione dei rischi e delle possibili conseguenze.
Infatti, è stato sottolineato, non vi sono direttive chiare che obbligano una guida alpina a osservare un determinato comportamento relativo al rischio di slavine. I due uomini rischiavano pene detentive fino a tre anni, oltre a sanzioni pecuniarie.
La vicenda aveva suscitato emozione in tutta la Svizzera, nonché numerose critiche sulla sicurezza e sulle responsabilità all’interno dell’esercito.
Il mattino del 12 luglio 2007 dodici soldati appartenenti ad un’unità della scuola reclute per specialisti di montagna di Andermatt (Uri), accompagnati dalle due guide, avevano intrapreso l’ascesa in quattro cordate della Jungfrau, nell’Oberland bernese. Giunti ad una quota di circa 3’800 metri, su un ripido pendio sotto la vetta situata a 4158 metri, i sei militari, di età compresa tra 20 e 23 anni, erano stati travolti e uccisi da una valanga.
Stando alla sentenza di venerdì, la guida 47enne otterrà un risarcimento di 75’000 franchi, il collega 34enne di 90’000 franchi. Il verdetto può essere impugnato entro cinque giorni dalla sua notificazione verbale, indica una nota della Giustizia militare.
Quello della Jungfrau è il secondo grave incidente degli ultimi anni in seno all’esercito ad essere giudicato dalla giustizia militare. In seguito al dramma verificatosi nel giugno del 2008 sul fiume Kander, nell’Oberland bernese, costato la vita a cinque militi, il 21 ottobre scorso il comandante di compagnia era stato condannato a 18 mesi di detenzione con la condizionale e a una multa di 100 franchi. L’ufficiale era pure stato escluso dall’esercito.
swissinfo.ch e agenzie
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