Processo per il maxi scandalo del mondo orologiero
A Neuchâtel si è aperto lunedì il più grande processo organizzato finora in Svizzera in relazione con il mondo orologiero. I 15 imputati sono accusati di furti, ricettazione, contraffazioni e traffico di prodotti orologieri.
Per circa un mese il Tribunale penale economico del canton Neuchâtel è chiamato a dipanare una complessa matassa di reati, venuti alla luce 5 anni fa nella tradizionale regione orologiera svizzera. Nel cosiddetto “scandalo Jacquet”, sarebbero coinvolte 15 persone, sospettate tra l’altro di aver rubato 39,8 chili di oro a delle imprese orologiere delle montagne neocastellane, tra cui le società Rolex e RSM Décolletages.
Gli imputati sono inoltre accusati di furto e traffico di prodotti orologieri nelle regioni di La Chaux-de-Fonds e Le Locle, nonchè di ricettazione (avvenuta in Francia). Al processo partecipano le marche orologiere Rolex e de Grisogono, il gruppo Richemont (proprietario degli orologi Cartier), mentre Ulysse Nardin e Franck Muller hanno ritirato le loro denunce.
Lo “scandalo Jaquet” ha preso avvio nel 2003 con l’arresto di Jean-Pierre Jaquet, proprietario dell’omonima manifattura orologiera di La Chaux-de-Fonds, nonché del patron dell’impresa di levigatura Miranda SA, anch’essa a La Chaux-de-Fonds. Entrambi figurano fra i principali imputati. Una terza persona, di origine italiana, è accusata di aver svolto un ruolo centrale nella complessa ramificazione di furti di oro e di orologi, nonché di componenti di lusso che hanno permesso la fabbricazione di orologi contraffatti. Il processo dovrebbe durare fino al 3 ottobre.
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