In Kenya per dare più importanza all’ecologia
Dal 21 al 25 febbraio un centinaio di ministri dell’ambiente si incontrano a Nairobi per un vertice Onu internazionale sulle politiche ecologiche.
Il rappresentante della Svizzera, il direttore dell’Ufficio federale dell’ambiente, Philippe Roch, vuole rafforzare i programmi riguardanti le riserve di acqua potabile.
Rappresentanti di oltre cento paesi – moltissimi i ministri – provenienti da tutti i continenti si riuniranno da lunedì a venerdì prossimi a Nairobi, presso il quartier generale dell’Unep (l’organismo Onu per la protezione ambientale).
Nel corso degli incontri, sarà fatto il punto sull’andamento delle politiche ambientali mondiali, in relazione agli obiettivi del Millennio, un accordo varato nel 2000 e che dovrebbe concludersi positivamente nel 2015.
Tra questi obiettivi: sradicamento della povertà, garanzia di fornire acqua potabile a tutti, promozione della condizione femminile, lotta alla discriminazione, conservazione di flora e fauna, e – più in generale – impegno per garantire la difesa dell’ambiente come premessa indispensabile ad uno sviluppo corretto e sicuro.
L’organo responsabile dell’attuazione degli obiettivi ambientali è il consiglio d’amministrazione, se così si può definire, dell’Unep, di cui fa parte anche la Svizzera (Governing Council).
Acqua più buona, meno povertà
«Vi sono questioni politiche di cui dovremo occuparci», dice a swissinfo Phillipe Roch, direttore dell’Ufficio federale dell’ambiente delle foreste e del paesaggio (UFAFP).
Per Roch di fondamentale importanza la protezione delle risorse idriche nella lotta alla povertà. La delegazione svizzera insisterà sulle politiche internazionali per combattere l’inquinamento e la scarsità d’acqua potabile, tra le sfide ambientali più grandi.
«La Svizzera insisterà perché l’Unep informi sempre di più sull’importanza della preservazione dell’ecosistema per avere acqua pulita e lottare contro la povertà», sottolinea Roch.
Più potere all’Unep
Già nel 1999 la Svizzera a Nairobi aveva insistito per un rafforzamento dell’Unep come istituzione internazionale responsabile per le politiche ambientali.
«Si tratta ad esempio di incrementare il budget dell’Unep, attraverso una scala di contributi volontari». Un’iniziativa che dovrebbe incoraggiare i paesi ad aumentare le proprie partecipazioni finanziarie al programma.
In questo senso, la Svizzera insiste perché il consiglio di amministrazione dell’Unep venga reso accessibile a tutti gli stati. Finora potevano accedervi a turno solo i membri di 58 paesi. «Tutti i paesi dovrebbero avere l’opportunità di intervenire a livello politico», sostiene il rappresentante svizzero.
Per l’applicazione dei suoi ambiziosi traguardi l’Unep ha a disposizione diversi trattati: «All’inizio l’Unep era all’origine di tutti i trattati sull’ambiente, ora si è smembrato un po’».
Roch vorrebbe che in futuro l’Unep avesse di nuovo un ruolo di punta nel sostenere i trattati e le convenzioni internazionali.
«Per realizzare ciò ci vuole una leadership politica nell’Unep. Un ruolo che si assumono gli stati membri come la Svizzera».
swissinfo, Christian Raaflaub
traduzione, Raffaella Rossello
Uno degli Obiettivi di sviluppo del millennio, adottati nel 2000 dalle Nazioni Unite e sottoscritti da 191 paesi, è di dimezzare il numero di persone che non hanno accesso all’acqua potabile, per ridurre di conseguenza anche la povertà.
Solo India, Bangladesh, Bhutan e Nepal stanno facendo dei progressi per raggiungere questo obiettivo entro il 2015.
Nel Sud est asiatico nel 1990 solo il 64% della popolazione aveva accesso all’acqua potabile, ora è l’80%.
Al Vertice della Terra di Rio del 1992 l’acqua è stata riconosciuta come un bene comune per tutta l’umanità.
I partecipanti di diverse ONG svizzere al Forum sociale mondiale di Porto Alegre 2004 hanno presentato la proposta che questa idea venga in futuro ancorata ad una convenzione internazionale Onu.
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