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Klimawechsel

Perché lo scioglimento dei ghiacciai svizzeri riguarda tutti noi

I ghiacciai e il permafrost in Svizzera si stanno sciogliendo a un ritmo sempre più rapido. Le conseguenze non si limitano alla regione alpina, ma si ripercuotono su gran parte dell’Europa.

I ghiacciai della Svizzera si stanno sciogliendo, ma questa non è una novità: dal 1980, il loro volume si è ridotto di oltre il 50%. A sorprendere è invece la velocità con cui i “giganti” delle Alpi e di tutte le regioni del pianeta si stanno rimpicciolendo. 

“Il ritiro dei ghiacciai si sta accelerando”, afferma Daniel Farinotti, glaciologo al Politecnico federale di Zurigo.

Come si sono evoluti i ghiacciai delle Alpi svizzere? 

La Svizzera ha perso più di 1’000 ghiacciai dall’inizio degli anni Settanta, pari a circa il 40% del totale. La causa principale è il riscaldamento climatico provocato dalle emissioni di gas serra di origine umana. Soltanto tra il 2021 e il 2026, il volume di ghiaccio sulle Alpi elvetiche è diminuito di circa il 20%.

>> Guarda come si è trasformato il ghiacciaio del Plattalva, nel Canton Glarona, tra il 2009 e il 2026 (immagini di M. Huss, ETH Zurigo, Glamos):

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Nel 2026 la perdita di massa glaciale è stata di oltre il 5%. A favorire lo scioglimento sono state in particolare le ondate di caldo in estate e le nevicate invernali inferiori alla media pluriennale.

Dall’era preindustriale, la temperatura in Svizzera è aumentata di circa 3°C, il doppio rispetto alla media mondiale. Di questo passo, la metà dei circa 1’300 ghiacciai elvetici scomparirà entro il 2050.

Senza una drastica e rapida riduzione delle emissioni, tutti i ghiacciai in Svizzera e in Europa – compreso il ghiacciaio dell’Aletsch, il più grande delle Alpi – potrebbero sciogliersi quasi completamente entro la fine del secolo.

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Quali sono le conseguenze dello scioglimento dei ghiacciai svizzeri

I ghiacciai forniscono acqua dolce durante l’estate, plasmano il paesaggio alpino e contribuiscono all’identità culturale della Svizzera. Per la scienza, rappresentano una fonte inestimabile di dati sull’evoluzione del clima.

Lo scioglimento dei ghiacciai alpini minaccia l’approvvigionamento idrico delle comunità a valle e ha ripercussioni negative per l’agricoltura e la produzione di energia idroelettrica. Comporta inoltre un accresciuto rischio di disastri naturali come inondazioni e frane.

Quali possono essere le conseguenze lo ha mostrato la frana di Blatten, nelle alpi vallesane. Nel maggio 2025, il ghiacciaio del Birch è crollato sotto l’enorme peso delle rocce precipitate dal Kleines Nesthorn, una montagna molto instabile. Milioni di tonnellate di roccia, fango, ghiaccio e detriti sono precipitate verso valle, seppellendo il villaggio di Blatten. La scienza svizzera sta ora tentando di capire cosa sia successo esattamente.

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un uomo seduto al computer davanti a schermi che mostrano una simulazione di una frana

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Adattamento climatico

Versanti instabili e riscaldamento climatico: la corsa per capire la frana di Blatten

Questo contenuto è stato pubblicato al Il collasso catastrofico del ghiacciaio Birch, che ha spazzato via il villaggio svizzero di Blatten, ha innescato uno sforzo scientifico senza precedenti per capire come un versante montano possa cedere in modo così violento – e cosa potrebbe succedere ora.

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Con il progressivo ritiro dei ghiacciai, la Svizzera e gran parte dell’Europa perdono una preziosa riserva idrica. L’acqua di fusione dei ghiacci alpini alimenta infatti alcuni dei grandi fiumi del continente, tra cui il Reno, il Danubio e il Po.

L’acqua che scende dal ghiacciaio dell’Aletsch, ad esempio, confluisce nel Rodano, il fiume che attraversa il Vallese, Ginevra e la Francia meridionale prima di sfociare nel Mediterraneo. Quasi il 30% della portata del Rodano a Ginevra proviene dai ghiacciai, una quota che può aumentare sensibilmente durante i periodi di siccità.

Dagli anni Ottanta, l’accelerazione dello scioglimento ha temporaneamente aumentato i volumi d’acqua immessi nei fiumi europei. Tuttavia, i ghiacciai si sono ritirati a tal punto che nei prossimi anni inizieranno a rilasciare sempre meno acqua. “Il ritiro dei ghiacciai svizzeri si farà sentire fino all’oceano”, afferma Matthias Huss, direttore della rete di monitoraggio dei ghiacciai svizzeri (GlamosCollegamento esterno).

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due persone sono sedute su un massoe ammirano la valle con un ghiacciaio

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Ghiacciai e permafrost

Le conseguenze internazionali di una Svizzera senza ghiacciai

Questo contenuto è stato pubblicato al I ghiacciai della Svizzera potrebbero scomparire quasi completamente. Lo scioglimento del ghiaccio delle Alpi avrà un impatto sui grandi fiumi dell’Europa occidentale, ma non solo.

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Perché è importante studiare l’evoluzione del permafrost?

Il permafrost è una roccia, un ghiaione o una morena, mista a ghiaccio, che rimane a una temperatura pari o inferiore a 0° Celsius. Il permafrost è presente in tutte le regioni polari e di alta montagna del mondo, incluse le Alpi. Copre circa il 3-5% del territorio svizzero e si trova tipicamente nelle falde detritiche e nelle pareti rocciose ad altitudini superiori ai 2’600 metri.

Uno studio internazionaleCollegamento esterno con partecipazione svizzera ha rivelato come le temperature del permafrost nelle regioni montane europee stiano aumentando più velocemente che mai. Lo scioglimento del permafrost ha ripercussioni negative per i rifugi alpini, le strutture di protezione dalle valanghe e le funivie, spesso costruite sullo strato di suolo ghiacciato. Rende inoltre i pendii alpini più instabili, aumentando il rischio di cadute di masse e frane.

La Svizzera guida la ricerca sul permafrost a livello mondiale, come spieghiamo in questo articolo:

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rifugio alpino vicino a un ghiacciaio

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Soluzioni climatiche

Lo scioglimento del permafrost minaccia le regioni montane. Cosa fare?

Questo contenuto è stato pubblicato al Il disgelo del permafrost avrà molte conseguenze sulle regioni montane, comprese le Alpi svizzere. Scienziati e scienziate elvetiche guidano gli sforzi globali per comprendere il problema e trovare soluzioni.

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Qual è lo stato dei ghiacciai del pianeta? 

I ghiacciai non si stanno ritirando soltanto sulle Alpi. Quasi tutti i ghiacciai del pianetaCollegamento esterno stanno diventando più sottili e si stanno sciogliendo a un ritmo sempre più rapido.

Negli ultimi 50 anni, i ghiacciai hanno perso l’equivalente di un blocco di ghiaccio spesso 25 metri e grande quanto la Germania, secondo il Servizio mondiale di monitoraggio dei ghiacciai (WGMS).

infografica sullo scioglimento dei ghiacciai nel mondo
swissinfo.ch

I corrispondenti nazionali del WGMS raccolgono e analizzano dati sul bilancio di massa, il volume, l’estensione e la lunghezza di un insieme di ghiacciai di riferimento in tutto il mondo. Sharad Joshi, corrispondente in Nepal, ha spiegato che anche i ghiacciai dell’Himalaya stanno regredendo più velocemente rispetto al passato.

Swissinfo lo ha intervistato, assieme ad altri collaboratori del WGMS, in occasione dell’Anno internazionale per la conservazione dei ghiacciai nel 2025:

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ghiacciaio di yala

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Ghiacciai e permafrost

Nepal e Himalaya, l’agonia dei ghiacciai sul tetto del mondo

Questo contenuto è stato pubblicato al Lo scioglimento dei ghiacciai dell’Himalaya aumenta il rischio di inondazioni catastrofiche e riduce le risorse di acqua dolce per quasi due miliardi di persone.

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La Svizzera è pioniera nel monitoraggio dei ghiacciai a livello mondiale. Già alla fine del XIX secolo disponeva di una rete nazionale di misurazione e, nel 1894, a Zurigo, contribuì alla creazione della prima commissione internazionale dedicata ai ghiacciai. Questa iniziativa gettò le basi della collaborazione scientifica globale che oggi fa capo al WGMS, che dal 1986 ha sede all’Università di Zurigo.

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Lo scioglimento dei ghiacciai ha anche risvolti positivi?

Con l’aumento delle temperature in alta quota, i ghiacciai alpini restituiscono sempre più spesso reperti e resti umani rimasti intrappolati nel ghiaccio per decenni. Nel 2022 sono stati ritrovati i rottami di un aereo scomparso oltre mezzo secolo prima, mentre nell’estate del 2026 lo scioglimento del ghiacciaio del Trift, in Vallese, ha riportato alla luce i corpi di due alpinisti dispersi dal 1992.

Queste scoperte sono destinate ad aumentare in futuro, come spiega un esperto in questo video:

Lo scioglimento dei ghiacciai libera nell’ambiente anche batteri e virus in gran parte sconosciuti. Questi microrganismi potrebbero aiutarci ad affrontare alcuni grandi problemi globali, dall’inquinamento della plastica alla resistenza agli antibiotici. Un gruppo di ricerca li sta studiando per la prima volta nei ghiacciai svizzeri.

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Come preservare i ghiacciai alpini? 

Nei Grigioni, è in corso un progetto pilota che punta a rallentare il ritiro del Morteratsch mediante la produzione di neve artificiale. Questa soluzione, se avrà successo, potrà essere adottata anche sull’Himalaya e sulle Ande.

Per proteggere i ghiacciai alpini si ricorre inoltre ai teli geotessili, delle coperture realizzate con materiali sintetici. Stesi sul ghiacciaio, riflettono la luce solare e consentono di preservare la neve e il ghiaccio sottostanti. Un esperimento innovativo a cui collabora l’Università di Losanna prevede di coprire i ghiacciai con lana di pecora, un materiale più ecologico dei teli geotessili.

Ma la scienza nulla può se le emissioni di gas a effetto serra continuano ad aumentare. Soltanto la fine dell’era dei carburanti e dei combustibili fossili consentirà di preservare almeno una parte dei ghiacciai alpini, secondo Johannes “Hans” Oerlemans, tra i ricercatori sul clima più influenti al mondo.

A cura di Gabe Bullard

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