Sri Lanka: 4 nuovi ministri, giallo su dimissioni premier
(Keystone-ATS) Quattro nuovi ministri hanno giurato questa mattina a Colombo davanti al Presidente dello Sri Lanka Gotabaya Rajapaksa, che oggi dovrebbe nominare un nuovo governo ad interim.
Il tutto avviene dopo le dimissioni in blocco di tutti i precedenti ministri, al termine di una riunione che si è protratta fin quasi all’alba.
Continua tuttavia il giallo sulla decisione del Premier Mahinda Rajapaksa, che ieri aveva detto che si sarebbe dimesso, se “questo passo potrà creare la strada per la stabilità politica necessaria per risolvere la crisi del Paese”.
A metà pomeriggio si era diffusa la notizia che Mahinda aveva già firmato le dimissioni, smentita però nel corso della notte dal suo ufficio.
Ali Sabry è il nuovo ministro alle Finanze, mentre Dinesh Gunawardena, che ieri era stato citato come probabile successore del Premier, è il Ministro all’Educazione.
Mentre anche oggi in tutte le principali città migliaia di cittadini continuano a manifestare, la Borsa di Colombo ha interrotto gli scambi pochi minuti dopo l’apertura, per il tonfo del 5,92% degli indici principali.
Il Presidente Gotabaya Rajapaksa, in un comunicato diffuso dal suo ufficio, ha chiesto all’opposizione di partecipare al nuovo governo che si sta formando nel Paese. Mentre migliaia di persone continuano a manifestare anche oggi in tutte le città e nei villaggi del Paese, ormai in ginocchio per la mancanza di cibo, carburante e farmaci, per chiedere la cacciata del Premier, il Presidente aggiunge che “la soluzione a questa crisi deve essere trovata in una cornice democratica”.
Questa mattina anche Ajith Cabraal, il governatore della Banca Centrale del Paese che si è sempre opposto all’intervento del FMI sulle sorti del Paese, si è dimesso dal suo incarico. Secondo vari osservatori, con le dimissioni in blocco di questa notte, il clan dei Rajapaksa, che gestisce tutte le principali leve del potere del paese, sta tentando un’operazione di pura facciata per mitigare la tensione nelle piazze: 3 dei 4 “nuovi” ministri che hanno giurato oggi erano già titolari di altri dicasteri nel precedente governo.