Città del Vaticano capitale del cattolicesimo elvetico
Il Vaticano è stato lunedì la capitale del cattolicesimo svizzero. In occasione della giornata dedicata al santo patrono Nicolao della Flüe, 14 vescovi svizzeri hanno concelebrato la messa nella basilica di San Pietro dinanzi a 4 mila confederati.
Decine di bandiere svizzere, fedeli in costume tradizionale e un concerto di corni delle Alpi hanno riempito di note e colori l’interno della basilica. Al termine della cerimonia religiosa, presieduta da monsignor Amedeo Grab, vescovo di Coira e presidente della CVS, Papa Giovanni Paolo II ha benedetto i presenti.
Alla cerimonia era presente anche l’ambasciatore svizzero presso la Santa sede Claudio Caratsch ed il comandante delle guardie svizzere Pius Segmüller. Il Santo Padre si è indirizzato alla famiglia svizzera in tre delle quattro lingue nazionali augurando un buon Giubileo.
Fatto estremamente raro, la messa ha potuto essere celebrata sull’altare papale, situato sopra la tomba di San Pietro. La basilica era stata riservata per l’avvenimento e le porte sono rimaste chiuse agli altri visitatori per due ore, fino all’arrivo del Papa.
Circa 4 mila svizzeri hanno risposto all’appello delle loro diocesi per presenziare alla festa per il santo patrono della Confederazione. La cifra era inferiore ai 10.mila letti riservati inizialmente dalla CVS e dalle agenzie di viaggio per la «giornata svizzera» dell’Anno Santo.
Lungi dall’essere deluso, il portavoce della Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS) Nicolas Betticher ha parlato di una cifra magnifica, sottolineando come numerose manifestazioni avevano già avuto luogo durante l’anno giubilare, inoltre una moltitudine di giovani erano giunti a Roma per le Giornate mondiali della gioventù il mese scorso.
swissinfo e agenzie
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