The Swiss voice in the world since 1935

Colletta Pro Patria in favore di chiesette e oratori in Ticino

Particolare dell'affresco centrale della Cappella votiva Pelli (Aranno-1745) swissinfo.ch

La Fondazione Pro Patria sostiene molti progetti in tutta la Svizzera. Gioventù, aiuto sociale e paesaggio culturale sono i tre settori favoriti dalla tradizionale colletta. In Ticino Pro Patria quest'anno pone l'accento sul mantenimento di oratori e chiesette minacciati dal trascorrere del tempo.

In Ticino si contano circa mille tra chiese parrocchiali, oratori, cappelle – nel senso di edifici chiusi in cui si entra -, distribuiti su tutto il territorio. Giulio Foletti, Capo del Servizio inventario dell’Ufficio dei beni culturali del Canton Ticino spiega a swissinfo che decine di questi edifici necessitano di interventi urgenti di conservazione e di restauro. “Non bisogna tralasciare l’eredità di tutte quelle generazioni che, senza esitare, ponevano il loro destino nelle mani del potere divino, lasciandoci preziose testimonianze del loro vissuto, del loro lavoro in zone a molti conosciute ora quali luoghi di vacanza come le Centovalli, la valle di Muggio, o ancora la Valcolla, il Malcantone, la Riviera e la val di Blenio, solo per citarne alcune. E’ bello passeggiare riscoprendo tracce del passato, della fede e della quotidianità che si esprimevano anche attraverso l’arte popolare, ma non per questo minore”.

Itinerari artistici, memoria di generazioni

A seconda della zona, gli oratori e gli edifici di culto testimoniano il percorso artistico lungo l’arco di secoli. “Romanico classico in Riviera e in val di Blenio o, se si vuole il barocco, ci si sposta a sud nel mendrisiotto. Sono solo due degli esempi per chi vuole fare un viaggio tematico, in Ticino, a ritroso nel tempo, attraverso l’arte popolare”, continua Giulio Foletti, che apre un capitolo nel capitolo: patrimonio artistico e culturale, questi oratori contengono a loro volta un patrimonio di beni mobili vasto e differenziato.”Si va dai classici quadri devozionali alle sculture, agli stucchi. Poi ci sono pitture murali, affreschi dal periodo medioevale fino al contemporaneo, stoffe dei paramenti sacri tanto spettacolari quanto a rischio perchè fragili. Se i dipinti rischiano di cancellarsi, i paramenti rischiano di essere distrutti perchè laceri o perchè non si usano più”.

Alcuni esempi: i cosiddetti “tronini”, dove venivano deposti gli ostensori con l’ostia, o gli ombrelli che servivano ad accompagnare il prete che portava l’olio santo, o ancora gli apparati funerari per le 40 ore nel mese di novembre quando venivano celebrate particolari devozioni per ricordare i morti. Tutti questi materiali, che in parte non vengono più usati, sono a rischio di dispersione.

I più lontani sono i più minacciati

“In pericolo – e l’azione Pro Patria giunge proprio per questo – è anche la conservazione degli edifici. Per quanto riguarda le chiese parrocchiali ancora ben frequentate e quindi ben mantenute, non ci sono particolari problemi. Il problema sorge per i circa 600 tra oratori e piccole chiese – laddove la parrocchia è povera – sparpagliati sulle montagne o nelle valli: fuori dai sentieri una volta frequentati da contadini e montanari, non più utilizzati ai nostri giorni e non più controllati, questi edifici spesso cadono”. Per evitare ciò, occorre un impegno umano e finanziario notevole, ed è qui che le azioni Pro Patria funzionano al meglio, perchè aiutano anche il cantone che non sempre può arrivare con sussidi. “Azioni come questa sono le benvenute perchè non bisogna trascurare i segni lasciati dall’uomo che ha lavorato sul territorio, arricchendolo e costruendo la storia”.

Opere “in fuga” da tutelare

E’ importante preservare gli edifici dotandoli anche di una certa sicurezza, per la salvaguardia dei beni contenuti all’interno, spesso rubati poichè incustoditi. L’Ufficio cantonale dei beni culturali preferisce, spiega ancora Foletti, conservare paramenti sacri, statue, quadri, candelabri nel luogo dove venivano usati anche perchè – basti pensare agli ex-voto che agiscono come testimonianza di una grazia ricevuta in una località precisa – perderebbero gran parte del loro significato se alienati dal contesto originario.

Grazie all’azione Pro Patria 2001

Vista la grande quantità di beni, in particolare dipinti e affreschi, non sarà possibile sostenere il restauro di tutto questo patrimonio. “In base agli introiti, si decideranno gli interventi”, aggiunge Giulio Foletti, “io mi auguro che la somma possa aiutarci a raggiungere il maggior numero di oratori. Ma l’azione di Pro Patria è meritevole anche solo per la volontà di dare un primo, importante impulso alla valorizzazione di questi beni culturali pregevoli. Concretamente, Pro Patria e l’Ufficio dei beni culturali esaminano i progetti presentati dai proprietari degli edifici che vengono in seguito affidati a restauratori e tecnici”.

Pro Patria

Pro Patria è nata dal Comitato svizzero per la festa federale, fondato nel 1909. I ricavati delle collette, circa tre milioni di franchi annui, provengono dalla vendita del tradizionale distintivo del primo agosto. In più, la ricercata raccolta filatelica, le taxcard, i lampioncini e le magliette rappresentano ulteriori mezzi di raccolta fondi, che vengono utilizzati per sostenere progetti culturali e a favore di scopi sociali. La colletta 2001, oltre al progetto ticino, sostiene in particolare lo scambio di giovani, promuovendo il dialogo tra le regioni linguistiche. Parte del risultato della colletta quest’anno è nuovamente destinato alla cura di una serie di edifici storici in tutta la Svizzera: nello specifico la serie di francobolli Pro Patria 2001 è dedicata al castello vescovile a Leuk, al granaio a Rorschach, all’abbazia di Hauterive e al teatro “all’italiana” a La-Chaux-de-Fonds.

Maddalena Guareschi

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR