Festa nazionale: meno discorsi ma sempre molta tradizione
In tono minore le celebrazioni ufficiali della Festa nazionale in Svizzera quest'anno: solo due consiglieri federali tengono infatti i tradizionali discorsi. Ma salsicce, processioni di lanterne, fuochi e spettacoli pirotecnici restano d'obbligo. Anche la Quinta Svizzera, che conta ufficialmente più di mezzo milione di abitanti sparsi nel mondo, festeggia in modo tradizionale. A Berlino la kermesse più spettacolare, organizzata da Thomas Borer.
Per molti svizzeri, la Festa nazionale comincia con il tradizionale brunch in fattoria: i più individualisti preferiscono invece le grigliate in famiglia o tra amici, magari in riva al lago o al fiume. L’importante è che non manchino le salsicce e lo spettacolo pirotecnico, veri simboli del 1° agosto.
La giornata del 1° agosto fu scelta ufficialmente nel 1899. Feste di mezz’estate si celebravano da sempre in tutta Europa, in occasione dell’equinozio estivo. Dalla metà di giugno le giornate cominciano ad accorciarsi, e dalla Scandinavia fino ai paesi mediterranei, l’evento veniva marcato con cerimonie propiziatorie. Il Cristianesimo cooptò queste tradizioni con la festa di S.Giovanni e la Svizzera con la celebrazione legata al documento del 1291. Anche se il primo agosto non è né una celebrazione cristiana né pagana, la scelta della data fu senz’altro influenzata da quelle tradizioni. Ecco perché l’importanza del fuoco e delle luci.
Tra le iniziative particolari, quest’anno un dirigibile Zeppelin NT per distribuire circa 10mila lettere, raccolte sul Rütli e affrancate con lo speciale francobollo del 1° agosto. Il consigliere nazionale urano Franz Steinegger è l’oratore ufficiale sul prato che è mitologica culla della nazione. La polizia promette maggiore protezione, dopo che l’anno scorso estremisti di destra disturbarono l’allocuzione del consigliere federale Kaspar Villiger. Ciò non significa che il prato venga sbarrato: il libero accesso non è quindi precluso.
Dal canto suo, il presidente della Confederazione Moritz Leuenberger è atteso mercoledì sera ad Interlaken per il tradizionale discorso. Il ministro della difesa, Samuel Schimd ha anticipato di un giorno la Festa nazionale, partecipando alla celebrazione dei soldati elvetici del campo Casablanca di Suva Reka, in Kosovo il 31 luglio. Ma è atteso anche per un discorso ufficiale il 1°agosto a Rüti e a Büren an der Aare (BE).
Grande festa a Berlino!
Berlino ancora una volta si distingue per i fasti. La coppia Thomas Borer Shawne Fielding ha organizzato una festa per 1500 persone, interamente sponsorizzata. Generosi donatori hanno acquistato biglietti a mille franchi l’uno, tra cui spicca il canton Turgovia con 125mila franchi per 125 invitati. Scopo dell’investimento non è chiaramente solo di promozione turistica. Il canton Turgovia, accanto alle specialità culinarie, presenta ai tedeschi anche interessanti opportunità economiche e fiscali offerte dal cantone di frontiera agli investitori stranieri. Tra le attrazioni, anche un ricco buffet animato da diversi spettacoli, tra gli invitati anche Dimitri. E per attirare l’attenzione del pubblico, all’esterno dell’ambasciata una gigantesca bandiera svizzera tridimensionale, composta da 132 palloncini bianchi e rossi, dell’artista Philipp Krebs.
L’intensità dei festeggiamenti in altre parti del mondo varia molto da regione a regione: gli svizzeri residenti in Europa dimostrano molto meno entusiasmo per la ricorrenza di quelli d’oltreoceano. L’ambasciata di Roma da qualche anno non organizza più nessun ricevimento: le città italiane in agosto si svuotano e gli svizzeri e italo-svizzeri (la comunità elvetica in Italia è di circa 40mila persone, in maggioranza con la doppia cittadinanza) in agosto se ne vanno in vacanza. Il circolo svizzero ha già festeggiato con una cena il 20 luglio. La Guardia svizzera si riunisce invece proprio la sera del 1° agosto per celebrare degnamente la festa nazionale, con tanto di fanfara e discorso ufficiale del consigliere nazionale Joseph Leu: circa 300 gli invitati, in maggioranza svizzeri residenti a Roma.
A Londra salsicce, musica e fuochi d’artificio sono stati offerti già ad inizio luglio. A Parigi, sia l’ambasciata sia i club svizzeri non hanno previsto nulla di speciale per l’occasione. Anche in questo caso, la causa è il continuo calo di partecipanti a questo tipo di feste. Celebrazioni spontanee sono invece previste in Bretagna e nel sud della Francia.
Chi vive più lontano dal proprio paese d’origine sente forse una maggior nostalgia e il bisogno di ritrovarsi è più forte. Fatto sta che la maggior parte dei 130 club svizzeri del Canada ha organizzato feste e celebrazioni. Grandi manifestazioni si susseguono anche da una costa all’altra degli Stati Uniti. L’ambasciata di Washington organizza, ad esempio il 4 agosto, una serata barbecue, con tombola e fuochi d’artificio.
In Brasile la ricorrenza viene celebrata in diverse località con feste popolari, a Brasilia con un ricevimento all’ambasciata.Festeggiamenti intensi anche in Sudafrica: circa 1500 persone sono attese per le celebrazioni organizzate a Johannesburg.
Un 1°agosto particolare
Situazione particolare per i circa 400 svizzeri che risiedono in Zimbabwe: come noto da un anno a questa parte sono in atto le occupazioni violente delle fattorie di bianchi da parte dei sostenitori del presidente Robert Mugabe. L’anno scorso l’ambasciata elvetica organizzò una grande festa e tra gli invitati c’erano anche membri del governo. Nel frattempo molti svizzeri hanno lasciato il paese e molti altri sono in procinto di farlo, minacciati d’occupazione. Lo Zimbabwe è un paese immenso e solo chi abita nei pressi della capitale avrà modo di partecipare ai festeggiamenti, che a causa del clima politico teso non saranno certo gioiosi come in altre parti del mondo.
“Non è c’è proprio nulla da festeggiare”. Con questo messaggio l’abate Kornelius Koch dell’ufficio svizzero per l’accoglienza ai rifugiati di Como-Ponte Chiasso annunciava l’annullamento della festa del 1° agosto alternativo per i richiedenti d’asilo e i clandestini rimpatriati. Una celebrazione che in passato ha sempre ottenuto l’appoggio di diverse personalità: da Dimitri a Mario Botta, a Friedrich Durrenmatt e Max Frisch. Ogni volta era un’occasione per far conoscere la sorte anche tragica dei “sans papier”. “La situazione invece di migliorare è peggiorata” dichiara l’abate Koch nel suo messaggio. E non solo per chi viene espulso. I clandestini, a volte persone che sono entrate legalmente in Svizzera e che hanno perduto il loro status a causa di leggi più severe sull’immigrazione, vivono in situazioni sempre più precarie, lavorando in nero con stipendi da fame. Per l’abate Koch sono i nuovi schiavi.
Una Svizzera più umana chiede nel suo messaggio Koch e la chiedono anche gli oltre 5mila cittadini che hanno fatto appello presso le autorità locali o federali perché sia regolarizzata la situazione dei “sans-papier”. Perché un giorno, persone che vivono e lavorano tra di noi, possano festeggiare il 1°agosto senza paura. Quel giorno anche loro apparterranno ad uno stato il cui valore intrinseco è la “capacità di culture e lingue diverse di convivere pacificamente”. Parole del presidente della Confederazione agli svizzeri emigrati nel mondo in occasione della festa nazionale.
Raffaella Rossello
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