Fondi ebraici: per il WJC più che i soldi conta l’apertura degli archivi
Il Congresso ebraico mondiale (WJC) prende atto con soddisfazione della volontà di diverse imprese elvetiche di finanziare l'accordo globale tra banche svizzere e superstiti dell'Olocausto.
Parole di elogio anche per la decisione di partecipare al fondo tedesco per il risarcimento dei lavoratori coatti durante il nazismo. Essenziale rimane però l’apertura degli archivi, ha dichiarato lunedì all’agenzia di stampa elvetica Ats il direttore esecutivo del WJC Elan Steinberg.
«Il punto più importante non è che la Nestlé partecipi al fondo: quello che conta è che le società mettano a disposizione quelle informazioni che permettono di risarcire i lavoratori coatti», ha detto Steinberg.
L’esponente della comunità ebraica internazionale ha precisato che nessuno oggi vuole dare la colpa alle imprese. «Quello che viene domandato è aiuto: non si chiede loro di denunciarsi, ma di analizzare quello che è successo all’epoca per permettere di scoprire la verità storica», ha concluso Steinberg.
swissinfo e agenzie
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