Giuramento in Vaticano delle nuove reclute della Guardia svizzera
Per le cerimonia dell'anno del Giubileo del 2000, ha voluto essere presente anche il Presidente della Confederazione elvetica Adolf Ogi, che a Roma è stato ricevuto dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ed ha avuto un colloquio col Papa.
Giornata di particolare solennità questo sabato in Vaticano per il giuramento delle nuove reclute della Guardia svizzera. Con 110 effettivi il più piccolo esercito del mondo, fondato nel 1506 da Papa Giulio II della Rovere. Come ogni 6 maggio vengono infatti commemorati i 147 soldati svizzeri caduti eroicamente nel 1527 per difendere Papa Clemente VII dall’assalto dei lanzichenecchi dell’Imperatore Carlo V.
Nell’anno del Giubileo ha voluto essere presente anche Adolf Ogi. A Roma, il Presidente Confederazione è stato ricevuto in mattinata dal Capo dello Stato italiano Carlo Azeglio Ciampi, con il quale ha discusso tra l’altro degli accordi bilaterali con l’Unione europea ed in particolare del dossier sulla libera circolazione delle persone. Ogi si è poi recato in Vaticano dove ha avuto un colloquio privato con Giovanni Paolo II in Vaticano ed ha incontrato il segretario di stato Cardinale Sodano.
Infine, il giuramento delle 35 nuove guardie pontificie, 20 di lingua tedesca, 12 francese, 2 italiana e un grigionese. Nuove forze irregimentate secondo i nuovi sistemi di reclutamento introdotti dal nuovo comandante Pius Segmüller nominato il 2 giugno del 1998 subito dopo i tragici fatti del maggio di quell’anno. Quando il giovane vice-caporale Cedric Tornay, uccise il neo-comandante Alois Estermann e sua moglie Gladis prima di togliersi a sua volta la vita.
Una ferita profonda nel corpo e nell’immagine della Guardia svizzera, che da quei giorni ha voluto impostare un vero rilancio, fondato su due priorità: riportare serenità e impostare su basi più professionali l’attività di reclutamento e di formazione delle giovani reclute.
Si è inoltre voluto provvedere al sostegno economico della Guardia papale con l’istituzione in Svizzera di una Fondazione. Ora, con il Giubileo, da questo lavoro si può trarre un primo bilancio, in un momento peraltro di forte impegno delle Guardie Svizzere. Sono infatti centinaia di migliaia le persone che ogni giorno animano Piazza San Pietro e partecipano alle celebrazioni del Giubileo, imponendo così sforzi eccezionali in campo di sicurezza e sorveglianza, oltre la presenza simbolica che delle divise rinascimentali ha fatto uno dei particolari più fotografati dai turisti di tutto il mondo.
Molte ragioni dunque che depongo contro coloro che vorrebbero il pensionamento del corpo svizzero, al quale più volte Giovanni Paolo II non ha negato stima e attaccamento.
Gianni Gaggini
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