I rapporti tra lo Stato e la Chiesa rivisti al Nazionale
La creazione di diocesi in Svizzera non dovrà più dipendere dall'approvazione delle autorità federali. Con 140 voti contro 30, il Consiglio nazionale ha deciso mercoledì di sopprimere l'articolo costituzionale sulle diocesi, che risale al 1874.
La maggioranza della Camera ha seguito la commissione delle istituzioni politiche, per la quale l’articolo sulle diocesi è contrario alla libertà di culto ed è discriminatorio. Questo punto di vista è stato difeso da tutti i partiti, ad eccezione della maggioranza dell’UDC e del gruppo evangelico-indipendente. L’opinione è pure stata condivisa dal Consiglio federale.
L’articolo sulle diocesi – ha spiegato il deputato liberale vodese Serge Beck, a nome della commissione delle istituzioni politiche – limita la libertà religiosa, dato che la Chiesa cattolica-romana non può organizzarsi come desidera. È poi discriminatorio perché prende di mira soltanto questa comunità religiosa. Ne consegue una violazione del diritto internazionale.
D’altro parere l’UDC e gli evangelici. L’abrogazione dell’articolo minaccerebbe la pace confessionale in Svizzera, hanno affermato i due consiglieri nazionali udc bernesi Hermann Weyeneth e Christian Waber. La votazione federale (obbligatoria per una modifica costituzionale) rischia di suscitare controversie ed emozioni, hanno affermato gli oppositori.
Questa votazione – ha osservato un altro consigliere nazionale, l’udc di Basilea Campagna Caspar Bader – si svolgerà in un momento particolarmente inopportuno, dopo l’affare Haas, l’idea di creare una diocesi di Zurigo e dopo la dichiarazione «Dominus Jesus» del Vaticano. «Esiste in Svizzera – si è chiesto il verde ginevrino Patrice Mugny – un pericolo cattolico?». Per Mugny l’affare Haas non sarebbe stato peggiore senza l’articolo sulle diocesi.
Il mantenimento di questo articolo non si giustifica più nel contesto attuale, ha aggiunto il liberale vodese Claude Ruey. Per il socialista bernese Peter Vollmer lo si sarebbe dovuto abrogare da tempo. Anche senza questo articolo – ha sottolineato il democristiano svittese Anton Eberhard – il Papa non potrà istituire nuove diocesi, senza il consenso dei cantoni interessati.
Anche la consigliera federale Ruth Metzler si è pronunciata nello stesso senso. La ministra della giustizia ha sottolineato che i rapporti Stato-Chiesa sono di competenza cantonale. Di conseguenza l’abrogazione dell’articolo sulle diocesi non recherà torto ad alcuno. Circa poi la campagna in vista della votazione -ha affermato la signora Metzler – dovrà essere portata avanti con «sangue freddo».
Una proposta di rinvio del dossier alla commissione è stata respinta con 160 voti contro 11. Il consigliere nazionale evangelico argoviese Hainer Studer avrebbe voluto chiedere alla commissione di proporre un nuovo articolo sulle religioni. È quanto auspica la Chiesa riformata, che potrebbe addirittura elaborare un progetto con i cattolici, ha aggiunto Studer.
Il Nazionale ha pure spazzato via, con 150 voti contro 6, una mozione del Consiglio degli Stati che avrebbe incaricato il Consiglio federale di proporre un nuovo articolo sui rapporti tra lo Stato e le comunità religiose. L’oggetto torna ora alla Camera dei cantoni.
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.