Peggiorata in Svizzera l’immagine degli ebrei
L'immagine della comunità ebraica in Svizzera ha sofferto per le polemiche sui fondi in giacenza: gli ebrei della Confederazione, circa 18.000, stanno ancora pagando per la controversia. A sostenerlo è Alfred Donath, presidente della Federazione svizzera delle comunità israelitiche (FSCI) in una intervista pubblicata lunedì dal quotidiano romando «Tribune de Genève».
«La situazione degli ebrei in Svizzera non è più quella che era cinque anni fa», ha dichiarato Donath: gli israeliti hanno perso «una buona parte del loro capitale di simpatia» a causa della vicenda dei fondi ebraici, ma anche per il comportamento di Israele nel conflitto con i palestinesi. «Ci si rimprovera di essere stati moralisti quando ci interessava e di non dire niente oggi sui palestinesi. Di lì la perdita di simpatia nei nostri confronti».
Questa situazione si ripercuote a suo avviso sulla fondazione Svizzera solidale, la cui idea fu lanciata nel marzo 1997, nel pieno della polemica sui fondi ebraici, dall’allora presidente della Confederazione Arnold Koller, ma che è tuttora allo stato di progetto, anche per le divisioni sul suo finanziamento. Donath propone di salvare la fondazione dall’insabbiamento aprendola al mondo.
Nominando «un ambasciatore che faccia il giro delle capitali», andando a cercare finanziamenti supplementari presso altri governi, Berna potrebbe creare, sul modello della Croce Rossa, una fondazione destinata a soccorrere le vittime di catastrofi, di guerre civili, di genocidi. «Ciò permetterebbe alla Svizzera di riassumere una sorta di leadership morale», afferma Donath.
Per il presidente della FSCI una tale fondazione potrebbe intervenire aiutando pure i palestinesi: «Non è il suo primo obiettivo, ma perché no?».
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.