Per la legge, la fede non dispensa dal pagamento della cassa malattia
Forti convinzioni religiose non dispensano dell'affiliarsi ad una cassa malattia. Con questa sentenza. il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA) non ammette nessuna deroga all'assicurazione di base per motivi di coscienza.
L’Alta corte ha respinto il ricorso di un cittadino di San Gallo, che invocava la libertà di credo. A sostegno dei ricorsi, l’uomo aveva portato varie citazioni dalla Bibbia, sia davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni che al TFA, dicendosi animato dalla volontà di vivere «in armonia con i disegni del Creatore e Salvatore». Già la sola idea di assicurarsi ad altri esseri umani contro la malattia gli sembrava insopportabile: gli pareva di fare un torto a Dio e di volgergli le spalle.
Il TFA ha confermato la sentenza del Tribunale cantonale, secondo cui l’affiliazione ad una cassa malattia e il pagamento delle polizze non ledono la libertà di credo: questa non permette di porsi al di sopra di leggi, che non hanno alcun legame diretto con le convinzioni religiose. Pur sottomesso al dovere di versare le quote assicurative, il cittadino conserva la facoltà di vivere pienamente la propria fede, spiega la sentenza.
swissinfo e agenzie
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