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Vittime del nazismo: scade il tempo per gli indennizzi

Prigionieri del campo di concentramento di Dachau, al lavoro coatto in una fabbrica di munizioni. Finora sono quasi 10'000 le persone perseguitate dal nazismo che hanno inoltrato una richiesta di indennizzo Keystone Archive

L'Organizzazione internazionale delle migrazioni ha lanciato un appello affinché le persone interessate ottengano il riconoscimento delle loro sofferenze.

L’Organizzazione è stata incaricata di versare degli indennizzi agli ex lavoratori coatti e alle altre vittime del regime nazista, non ebrei, in nome del Programma tedesco di risarcimento del lavoro forzato.

Il governo tedesco ha messo a disposizione dell’OIM, per queste persone, circa 430 milioni di franchi, nel quadro del suo fondo di 8 miliardi. Le vittime che fino ad oggi hanno fatto domanda di rimborso sono 260’000 e ricevono al massimo circa 12’000 franchi se sono state detenute, circa 4000 in caso di lavoro forzato nelle fabbriche e circa 1600 se occupate in lavori agricoli.

Programma delle banche svizzere

L’OIM, nel quadro di un secondo programma proposto in seguito all’accordo raggiunto tra le banche svizzere e le organizzazioni ebraiche, è stato incaricato di censire le persone non ebree che sono state perseguitate dal regime nazista.

Possono inoltrare una domanda di risarcimento: zingari Rom, testimoni di Geova, omosessuali, handicappati fisici e mentali, ex «schiavi» di Hitler obbligati a lavorare per fabbriche tedesche o svizzere, profughi respinti alla frontiera svizzera o maltrattati in quanto rifugiati. Fino ad ora sono 9852 le persone che hanno presentato una richiesta, ha riferito la portavoce dell’OIM, Marie- Agnès Heine. L’organizzazione si aspetta, per il 31 dicembre, un totale di 20 000 o 25 000 domande.

L’OIM ha a sua disposizione circa 35 milioni di dollari, prelevati dalla somma di 1,25 miliardi di dollari, che gli istituti di credito elvetici – UBS e Credit Suisse – hanno messo a disposizione. Le vittime ricevono al massimo 2500 dollari, qualora siano stati respinti alla frontiera svizzera e 1000 dollari se costretti al lavoro forzato.

Anche gli eredi delle vittime possono presentare una domanda, qualora i diretti interessati siano deceduti dopo il 16 febbraio 1999, oppure siano morti dopo aver inoltrato la domanda. In quest’ultimo caso gli eredi avranno sei mesi di tempo per annunciarsi. Dopo il 31 dicembre i richiedenti riceveranno un modulo ufficiale che dovranno restituire all’OIM entro tre mesi. In caso di disaccordo sulla decisione presa dall’Organizzazione internazionale delle migrazioni, i richiedenti potranno rivolgersi a un organo di ricorso indipendente con base a Ginevra.

swissinfo e agenzie

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