Tornano bombe Usa in Iran, raid di Teheran in Giordania
Dopo un mese di stop gli Usa tornano a bombardare in Iran, sull'isola di Larak. Teheran ha risposto con attacchi su obiettivi americani in Giordania, che risultano tutti intercettati.
(Keystone-ATS) Le forze americane hanno attaccato due lanciatori iraniani sull’isola di Larak, riferisce un funzionario Usa all’agenzia Axios spiegando che il raid è scattato dopo che “erano state osservate forze dei pasdaran intente a preparare il lancio di razzi carichi di mine navali verso lo stretto di Hormuz”. La stampa iraniana parla di almeno due morti.
Confermando l’attacco, il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando centrale Usa, ha dichiarato ad Axios che gli Stati Uniti “stanno monitorando attentamente l’area e restano pronti a tutelare il libero flusso dei commerci” attraverso lo stretto di Hormuz.
La risposta dell’Iran non si è fatta attendere: Teheran ha lanciato missili verso Aqaba e la base di Muwaffaq Salti, in Giordania, dove sono ospitate forze dell’esercito Usa, riferiscono fonti arabe citate dall’agenzia iraniana Fars. Le stesse fonti, riprese anche da altri media iraniani, hanno parlato di “diverse esplosioni” in alcuni punti della Giordania. La Fars ricorda che Teheran aveva promesso una risposta al raid Usa sull’isola di Larak.
L’attacco dell’Iran alle forze Usa in Giordania, dopo che queste hanno colpito due lanciamissili iraniani sull’isola di Larak, è stato confermato da un funzionario americano alla Fox News. Secondo la fonte, finora non sono stati segnalati impatti significativi e quasi tutti i missili in arrivo sono stati intercettati.
Il Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica dell’Iran ha sostenuto che gli attacchi condotti dalle forze americane per impedirgli di posizionare mine nello Stretto di Hormuz costituissero un ‘atto di aggressione’. “Tale affermazione è assolutamente falsa”. Lo scrive il Comando centrale americano sul suo account X, spiegando che l’attacco sui lanciatori iraniani a Larak è stata “un’azione limitata e precisa contro le unità dei pasdaran impegnate nella posa di mine, che rappresentavano una minaccia imminente nello stretto di Hormuz”.
Intanto l’esercito iraniano ha rivendicato anche un attacco con droni a una base militare statunitense negli Emirati Arabi Uniti, in rappresaglia per i raid Usa contro la Repubblica islamica.
Secondo un comunicato militare trasmesso dalla televisione di Stato, il Corpo delle Guardie rivoluzionarie “ha preso di mira con decine di droni d’attacco le aree in cui sono di stanza elicotteri e truppe statunitensi presso la base aerea di Al Minhad negli Emirati Arabi Uniti”.