Tribunale federale: handicappata discriminata ad Amriswil (TG)
(Keystone-ATS) Alle persone handicappate mentalmente non si deve rifiutare la naturalizzazione con il pretesto che non capiscono la portata della decisione. Lo ha deciso il Tribunale federale ritenendo che una giovane di origine serba è stata discriminata dall’assemblea comunale d’Amriswil (TG), che deve ora riesaminare il caso.
Nel 2009, i suoi genitori avevano inoltrata richiesta di naturalizzazione per la giovane. Due anni dopo, l’assemblea comunale di Amriswil ha respinto la domanda seguendo le raccomandazioni del consiglio comunale. Secondo l’esecutivo, la giovane non è motivata da una volontà personale di ottenere i diritti civici. La naturalizzazione non deve essere accordata automaticamente alle persone disabili mentalmente. Inoltre non le sarebbe derivato nessun vantaggio.
Il Dipartimento di giustizia del cantone di Turgovia ha annullato la decisione nel 2012. Il comune di Amriswil è ricorso al Tribunale federale, che adesso gli ha dato torto. I giudici losannesi riconoscono che le capacità mentali della giovane sono come quelle di una bambina piccola e che quindi non è in grado probabilmente di capire la portata della naturalizzazione.
Se quest’ultima viene rifiutata proprio per questo motivo, allora tutte le persone con difficoltà mentali e che mancano di capacità di discernimento sarebbero escluse dall’attribuzione dei diritti civici. La decisione del comune turgoviese comporta un effetto discriminatorio, anche se essa non è stata presa con questa intenzione.
Inoltre, la legge prevede espressamente la naturalizzazione di persone incapaci di intendere. Questa sentenza non significa comunque che in futuro vi sarà una naturalizzazione automatica per questo tipo di candidati, precisa la corte losannese.
Si tratta piuttosto di esaminare se una persona capace di intendere, con trascorsi analoghi avrebbe presentato richiesta di naturalizzazione. Nel caso specifico, la giovane abita in Svizzera da quando aveva cinque anni. Con la concessione della naturalizzazione, la ragazza beneficia di una stabilità economica, sociale e politica.
Il caso ritorna adesso all’assemblea comunale per una nuova decisione. Questa dovrà accordare alla giovane candidata la nazionalità svizzera a meno che nel frattempo la situazione non sia cambiata in modo sostanziale, ha sottolineato il Tribunale federale.