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Bolivia: bloccata marcia indios in difesa Amazzonia

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 settembre 2011 - 21:31
(Keystone-ATS)

La marcia degli indios in difesa della principale riserva naturale dell'Amazzonia boliviana - il Parque Nacional Isiboro Securé minacciato dalla costruzione di un'autostrada - è stata fermata a 340 chilometri da La Paz.

A bloccare la colonna umana di 1.500 persone è stato un cordone di 400 poliziotti. La consegna è quella di impedire l'avanzata della marcia. Anche perché a poche centinaia di metri si sono radunati i contadini che appoggiano il progetto infrastrutturale voluto dal presidente - indio - Evo Morales.

Con il diffondersi della notizia di quanto sta accadendo, numerosi attivisti dei diritti umani e ambientalisti, tra loro anche ex rappresentanti di governo, hanno deciso di portare rinforzi ai popoli nativi.

Le comunità indigene si oppongono al progetto di una strada di 366 chilometri tra Villa Tunari (Cochabamba) e San Ignazio di Moxos (Beni) che dovrebbe attraversare l'Isoboro Securè, nel centro del paese. La realizzazione della strada porterebbe, tra l'altro, alla distruzione di un'ampia superficie di foresta.

Il parco è territorio ancestrale degli indigeni Chiman, Yuracarè, e Moxos, nazioni riconosciute legalmente nel 1990. Si estende per 1,2 milioni di ettari e vi abitano 64 comunità indigene, il 30% dei mammiferi di tutta la Bolivia, il 34% del totale nazionale dell'aviofauna, più del 40% dei rettili e 188 diverse specie di pesci nelle sue 170 lagune.

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