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Borsa svizzera: lunedì nero, SMI -4,04%

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 settembre 2011 - 17:53
(Keystone-ATS)

La settimana non poteva cominciare peggio per la Borsa svizzera: l'indice SMI dei titoli guida ha registrato un tonfo del 4,04% a 5142,99 punti. L'indice allargato SPI ha lasciato sul terreno il 4,05% a quota 4691,06. Perdite ingenti su tutti i mercati europei. Wall Street è rimasta chiusa per la festività del Labor Day.

Le latenti preoccupazioni sui salvataggi di cui hanno bisogno gli Stati europei spingono gli investitori a disfarsi delle azioni per collocare il denaro in beni più sicuri, come l'oro e i titoli di Stato della Germania, ha rilevato Marc Ostwald, analista di Monument Securities basato a Londra.

Una nuova ondata di vendite si è scatenata sulle banche, dove alle preoccupazioni degli ultimi giorni si sono aggiunte le notizie di venerdì sera secondo le quali la Federal Housing Finance Agency (Fhfa), l'agenzia Usa che controlla Fannie Mae e Freddie Mac, cercherà di recuperare miliardi di dollari in un'azione legale che potrebbe coinvolgere 17 istituti, fra cui il Credit Suisse, che ha perso l'8,13% (a 19,99 franchi).

Quest'ultimo è messo sotto pressione anche dal Dipartimento di giustizia americano in relazione al sospetto di avere aiutato cittadini statunitensi a sottrarre fondi al fisco. Secondo la stampa domenicale, l'ingiunzione delle autorità americane di fornire dati sui conti riguarderebbe anche altri 9 piccoli istituti elvetici. Calo del 6,52% per UBS (a 10,32 franchi) e del 6,86% per Julius Bär (a 28,79 franchi).

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