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Il dialogo con l'Eritrea va rafforzato, ma è ancora troppo presto per aprire un'ambasciata ad Asmara.

È il parere del Consiglio federale che, in risposta ad una mozione dell'UDC, si dice pronto a riflettere sull'apertura di una rappresentanza nel Paese africano, purché il governo locale sia disposto ad avviare con la Svizzera un dialogo che affronti la situazione dei diritti dell'uomo, le questioni legate alla migrazione e lo sviluppo economico.

Per l'UDC, che chiede l'apertura immediata di un'ambasciata in Eritrea stornando se necessario mezzi e personale dall'attuale rappresentanza a Khartum in Sudan, la situazione attuale è insoddisfacente.

In effetti, alla luce soprattutto delle forte presenza in Svizzera di rifugiati provenienti dall'Eritrea, la Svizzera dispone su questo Paese di informazioni di seconda mano: i testimoni, insomma, "hanno tutto l'interesse a giustificare il proprio statuto di rifugiati o la propria richiesta di asilo", dipingendo l'Eritrea "come uno Stato totalitario in cui i diritti umani vengono violati ampiamente e sistematicamente".

Per l'UDC, "il fatto che migliaia di Eritrei possano lasciare indisturbati il loro Paese, ottenere asilo da noi e poi tornare altrettanto indisturbati in ferie in Eritrea fa supporre che la situazione umanitaria nel Paese non sia così drammatica come fanno credere questi racconti".

L'apertura di un'ambasciata in loco permetterebbe invece alla nostra diplomazia, stando alla mozione, di giudicare di prima mano la situazione. In questo modo si getterebbero le basi per avviare le relazioni necessarie allo scopo di negoziare un accordo sulla riammissione di cui c'è urgente bisogno.

Nella sua risposta, il Consiglio federale precisa che altri Paesi europei curano le relazioni con Asmara dalle rispettive ambasciate site a Khartum, in Sudan. Tuttavia, un ampliamento delle relazioni con questo Paese africano potrebbe avvenire per gradi.

Nel frattempo, come primo passo, "un addetto svizzero soggiornerà periodicamente ad Asmara per incentivare e curare maggiormente i contatti bilaterali".

SDA-ATS

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