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CN: concorrenza sleale, stralciata norma su condizioni generali

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 marzo 2011 - 11:27
(Keystone-ATS)

La protezione dei consumatori contro false promesse di guadagno, truffe telefoniche e altri metodi di vendita piramidale deve essere rafforzata. Come il Consiglio degli Stati, anche il Nazionale ha approvato oggi - con 148 voti contro 23 - la revisione della legge contro la concorrenza sleale, stralciando tuttavia l'inasprimento delle norme sugli abusi in materia di condizioni generali di contratto.

La maggioranza borghese ha infatti ritenuto che intervenendo sulle disposizioni vincolanti, scritte in piccolo, che il cliente talvolta omette di leggere, si sarebbe limitata eccessivamente la libertà contrattuale. Nel suo progetto, il Consiglio federale voleva invece che fosse considerato sleale il fatto di non indicare in grassetto, in un posto ben visibile e con un linguaggio comprensibile i dati concernenti la durata del contratto e il prezzo totale.

Per il resto, la revisione è legata allo sviluppo di internet e di nuove pratiche commerciali. Il suo scopo è proteggere sia i semplici cittadini tentati da facili guadagni sul web che le piccole e medie imprese che pagano a peso d'oro un'iscrizione ad un registro che si rivela inesistente.

Con le nuove norme vengono inoltre poste esigenze chiare nel commercio elettronico. Si tratta, per esempio, di disporre dell'identità e dell'indirizzo del venditore, delle indicazioni concernenti le fasi tecniche che portano alla conclusione di un contratto e della possibilità di correggere gli errori prima dell'invio dell'ordinazione.

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