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La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati vuole un Consiglio federale di nove membri, contrariamente a quanto le due Camere hanno in precedenza deciso. Con 9 voti a 3, chiede pertanto al plenum di rilanciare questa idea, frutto di un'iniziativa cantonale del Ticino, respinta dal Nazionale il 10 settembre scorso con 96 voti contro 76 e 2 astenuti.

Per la maggioranza della commissione degli Stati, un aumento del numero dei ministri da sette a nove consentirebbe di ripartire meglio la crescente mole di lavoro del governo e di migliorare la rappresentanza delle diverse regioni linguistiche del Paese. Per la minoranza vi è invece un rischio per la collegialità.

La Commissione delle istituzioni politiche degli Stati aveva sostenuto il medesimo ragionamento in ottobre, con una maggioranza meno netta (6 voti contro 4), chiedendo al plenum di rilanciare un progetto di riforma del governo che risale al 2003. Tuttavia, all'inizio della sessione invernale, la Camera dei cantoni non ha voluto saperne con 25 voti contro 13. Nessun modello ha incontrato il favore del Consiglio nazionale, che ha pure respinto l'iniziativa cantonale ticinese.

L'idea di di aumentare da uno a due anni la durata del mandato del presidente della Confederazione sembra inoltre definitivamente abbandonata. Con 10 voti contro 2, la commissione degli Stati propone al plenum di non entrare in materia. In questo progetto essa vede infatti più inconvenienti che vantaggi. Secondo la commissione, un regolare cambiamento di presidenza è essenziale per il buon funzionamento di un collegio governativo "inter pares".

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SDA-ATS