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BERNE - I produttori di latte sono profondamente delusi dall'organizzazione interprofessionale IP Latte: essa non applica le misure già decise a non usa gli strumenti a sua disposizione, così la pressione sui prezzi alla produzione rimane inalterata e le eccedenze non vengono smaltite.
L'Interprofessione del Latte (IP latte) è stata fondata alla fine di giugno del 2009 con l'obiettivo di mettere un po' di ordine sul mercato lattiero, sotto forte pressione dopo la fine del regime di contingentamento dal maggio precedente. Essa riunisce produttori, trasformatori e distributori di una cinquantina di associazioni e imprese del ramo. Il Comitato è composto di una decina di produttori e altrettanti rappresentanti dell'industria della trasformazione e della distribuzione (tra cui figurano anche Migros e Coop).
Riuniti oggi a Berna in assemblea dei delegati, i produttori hanno accolto a grande maggioranza una risoluzione che rivendica dalla IP Latte il rispetto degli accordi, soprattutto per evitare un ulteriore calo dei prezzi pagati al caseificio sui quantitativi contrattuali e per la messa in atto delle misure stabilite in febbraio al fine di risollevare il mercato ingolfato dalle eccedenze. Una parte dei contadini ha anche minacciato un aumento della produzione per far intervenire i politici.
I produttori risultano sempre più perdenti sul mercato liberalizzato del latte, e così non può continuare, ha sottolineato Albert Rösti, direttore della Federazione dei Produttori Svizzeri di Latte (PSL). I contadini hanno fatto di tutto finora per mantenere il dialogo con i vari gruppi di interesse e agire in conseguenza delle decisioni prese. La PSL intende ora mettere un termine alle disfunzioni e la risoluzione odierna è l'ultimo tentativo per salvare l'organizzazione interprofessionale, ha aggiunto Rösti. L'anno scorso c'è stato un eccesso di produzione di latte del 5,3%.

SDA-ATS