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Centinaia di persone risultano scomparse da alcuni mesi in Libia e molte di loro potrebbero essere state uccise o torturate, secondo alcuni esperti dell'Onu che si occupano di diritti umani.

Ad essere svaniti nel nulla sarebbero oppositori che avevano cercato di organizzare manifestazioni contro il colonnello Muammar Gheddafi o esponenti delle forze di sicurezza che durante le manifestazioni si sono rifiutati di sparare sui dimostranti e si sono anzi uniti a loro.

Un gruppo di lavoro dell'Onu che si occupa proprio delle persone scomparse ha detto all'agenzia Reuters che secondo informazioni ricevute dalla Libia molte di queste persone sono state condotte a forza in località segrete "per essere torturate, sottoposte a trattamento inumano e degradante oppure uccise".

Secondo il gruppo di lavoro, questa pratica di 'sparizioni coattè, soprattutto se messa in atto su vasta scala, può essere classificata come 'reato contro l'umanita". Olivier de Frouville, uno degli esperti del gruppo di lavoro dell'Onu, ha detto che un appello urgente è stato inviato alle autorità libiche e che finora non è giunta nessuna risposta.

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SDA-ATS