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The FIFA logo is pictured prior to the FIFA Council meeting at the Home of FIFA in Zurich, Switzerland, Friday, October 14, 2016. (KEYSTONE/Ennio Leanza)

KEYSTONE/ENNIO LEANZA

(sda-ats)

Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha informato oggi di aver concluso il primo procedimento penale nella vicenda riguardante lo scandalo Fifa. Ha condannato con un decreto d'accusa un ex dipendente di una banca svizzera.

L'uomo ha ricevuto una pena pecuniaria con la condizionale di 30'000 franchi e una multa di 8000 franchi, ha precisato il responsabile della comunicazione dell'MPC André Marty, contattato dall'ats.

Pur non essendo citato nella nota, tutto lascia pensare che l'imputato sia il 56enne argentino Jorge Luis Arzuaga, il quale, secondo la Reuters, ha lavorato presso l'istituto finanziario zurighese Julius Bär. Ieri sera il Dipartimento di giustizia americano, col quale le autorità svizzere collaborano sulla vicenda, aveva infatti reso noto che questi ha confessato la propria colpevolezza.

Due anni dopo l'avvio dell'inchiesta, l'ex bancario è stato condannato per falsità in documenti e violazione dell'obbligo di comunicazione, riferisce l'MPC. I pagamenti conseguiti in modo criminoso, pari a un importo complessivo di 650'000 dollari (632'000 franchi), sono stati confiscati a favore della casse dello Stato svizzero.

L'MPC indica inoltre di aver ricevuto 178 segnalazioni in relazione a sospetti casi di riciclaggio nel mondo del calcio. Sta conducendo circa 25 procedimenti penali in questo contesto e analizzando i documenti sequestrati, equivalenti a una quantità di dati attorno ai 19 terabyte.

Il decreto d'accusa emesso nella Confederazione è parte integrante della conclusione di un procedimento la cui tempistica è coordinata con la giustizia statunitense. Le infrazioni già incluse nell'ammissione di colpa oltreoceano non sono perseguibili su territorio elvetico, puntualizza l'MPC.

Nell'ambito dello scandalo legato alla corruzione in seno alla Fifa, Arzuaga ha confessato negli Usa di aver avuto un ruolo nel versamento di tangenti di diversi milioni di dollari ad alti dirigenti della Federazione internazionale di calcio. Fra il 2010 e il 2015 ha amministrato i conti di una società argentina di marketing sportivo, dai quali transitavano le mazzette.

Ha poi creato società di facciata e aperto conti bancari il cui beneficiario era un importante quadro del calcio argentino, ora deceduto. Si tratta con tutta probabilità di Julio Grondona, morto nel 2014 e già vicepresidente della Fifa. Avrebbe ricevuto tramite questi versamenti oltre 25 milioni di dollari "sporchi".

Anche dopo ila morte dell'intestatario del conto, Arzuaga ha continuato a elargire denaro agli eredi. In cambio, ha intascato un bonus di più di un milione di dollari per la sua "assistenza", ha riferito ieri la giustizia a stelle e strisce.

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SDA-ATS