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Pandemia ritarda progresso di parità di genere di una generazione

Parità di genere ulteriormente allontanata dalla pandemia (foto simbolica) KEYSTONE/ENNIO LEANZA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 31 marzo 2021 - 10:11
(Keystone-ATS)

Lo shock pandemico, con il duro colpo inflitto alla partecipazione femminile al lavoro, allontana di ulteriori 36 anni il momento in cui il mondo dovrebbe vedere la parità di genere.

Lo rileva l'indice sull'uguaglianza di genere del World Economic Forum (WEF) pubblicato oggi. La Svizzera è migliorata notevolmente ed entra nelle top ten.

Il tempo necessario per raggiungere l'uguaglianza, con la pandemia di Covid-19, è stato esteso di oltre una generazione, secondo lo studio del WEF, che ogni anno fa il conto, sulla base delle condizioni attuali, degli anni che in prospettiva ci vorranno per arrivare alla parità.

Nel 2020 il WEF prevedeva che ci sarebbero voluti 99,5 anni per raggiungere l'uguaglianza se le tendenze fossero rimaste le stesse. Dopo gli sviluppi devastanti dell'anno del coronavirus, sono ora 135,6 anni. Le donne continuano ad affrontare ostacoli nella vita economica e nella partecipazione politica. Per molte resta una sfida rimanere nella vita professionale con una famiglia

Secondo il WEF, la pandemia ha colpito in modo particolarmente duro le donne perché impiegate al di sopra della media nei settori colpiti dalle restrizioni. Inoltre, le faccende domestiche e la cura dei bambini e degli anziani sono state lasciate in maniera sproporzionate alle donne.

Per il dodicesimo anno di fila, l'Islanda è rimasta in cima alla classifica globale della parità di genere. Seguono Finlandia, Norvegia, Nuova Zelanda e Svezia, poi Namibia, Ruanda, Lituania e Irlanda. La Lituania ha fatto un salto enorme passando dal 25esimo posto dell'anno scorso all'ottavo di quest'anno. La Svizzera completa la top ten, salendo di otto posti. Questo risultato è dovuto principalmente ai progressi a livello politico e in particolare all'aumento del numero di donne elette in parlamento.

In termini di partecipazione professionale e di opportunità economiche, la Svizzera deve ancora recuperare e scende di cinque posizioni al 39esimo posto. Il rapporto sottolinea il basso numero di donne manager, il fatto che molte più donne che uomini lavorino a tempo parziale e la durata insufficiente dei congedi di maternità e paternità.

La Svizzera è all'80esimo posto nell'istruzione, al 128esimo posto nella salute.

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