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Pestaggio Monaco: 2 reclute svizzere accusate di lesioni pericolose

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 maggio 2011 - 12:20
(Keystone-ATS)

Sono accusate di "lesioni pericolose" le due reclute svizzere che avrebbero assalito alcuni poliziotti lo scorso fine settimana durante una escursione a Monaco di Baviera. I due, dopo due notti trascorse in cella, hanno potuto tornare in Svizzera e hanno dovuto rispondere stamane alle domande del loro comandante di scuola.

I due svizzeri, entrambi losannesi secondo notizie di stampa, facevano parte di un gruppo di 10-15 militari di stanza a Wangen an der Aare (BE), che durante il weekend, invece di rincasare, si erano recati a Monaco a far bisboccia. Il fattaccio è avvenuto nelle prime ore di domenica mattina, a seguito di un tafferuglio dopo che ai giovani, a quanto sembra ubriachi, era stato negato l'ingresso in una discoteca.

Il portavoce della polizia di Monaco Damian Kania ha indicato all'ATS che uno degli svizzeri ha insultato un agente della pattuglia accorsa sul posto. Successivamente due suoi colleghi - un 22enne e un 23enne - hanno assalito i poliziotti, ferendone uno a una mano. "Entrambi sono stati denunciati per lesioni pericolose", ha precisato Kania. Del caso si occupa la procura locale. I due rischiano una multa o addirittura una pena detentiva.

Il portavoce dell'esercito Daniel Reist conferma che si tratta di due romandi che stanno assolvendo la scuola reclute nelle truppe di salvataggio a Wangen an der Aare. Il comandante della scuola, il colonnello Heinz Büttler, li ha interrogati stamattina. Secondo il portavoce, l'esercito non ha ricevuto informazioni dalla polizia di Monaco su quanto avvenuto.

Secondo il portavoce è chiaro che le reclute non possono essere punite due volte: se dovessero essere sanzionati dalla giustizia civile non incorrerebbero in ulteriori sanzioni militari, visto anche che i fatti sono avvenuti durante il tempo libero e all'estero.

Anche il fatto che i due non siano tornati come dovevano all'ora del rientro in caserma domenica sera non avrà conseguenze, secondo Reist. C'è stato infatti per loro un impedimento "di forza maggiore", visto che erano agli arresti.

Reist ha confermato che almeno una delle due reclute sotto accusa era aspirante a una promozione. "Se si dovesse arrivare a una incriminazione o addirittura a una condanna non sarà certamente promosso", ha aggiunto. I due - ha precisato - sono rientrati in caserma ieri sera alle 22 e stanno "proseguendo la formazione".

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