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BELLINZONA - La Confederazione può concedere assistenza giudiziaria alla Spagna nella vicenda della maxi-truffa filatelica commessa nel paese iberico ai danni di centinaia di migliaia di piccoli risparmiatori, con un buco complessivo che si aggirerebbe intorno ai 3,5 miliardi di euro. Lo ha deciso oggi il Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona che è stato chiamato ad esprimersi in seguito al ricorso di un uomo d'affari spagnolo e di sua moglie.
L'imbroglio, in cui sono coinvolte due società di investimenti filatelici in Spagna - Forum Filatelico e Afinsa - consisteva nel promettere ai clienti un rendimento attorno al 10% annuale per l'acquisto di francobolli, con la garanzia del loro valore di mercato.
Le presunte vittime investivano una media di 300 euro al mese con la promessa di facili e sicuri guadagni. La truffa era organizzata in base al classico sistema "piramidale", in cui gli alti interessi promessi non provenivano da trasparenti operazioni finanziarie, ma dai soldi pagati dagli ultimi entrati nella catena.
Ramificazioni anche in SvizzeraLa maxi-truffa ha avuto anche ramificazioni in Svizzera. Avvertita da una banca, che aveva scoperto l'esistenza di vari conti sospetti legati allo scandalo filatelico, nel settembre 2006 la magistratura ginevrina ha infatti "congelato" svariati milioni di franchi e avviato un'indagine per riciclaggio di denaro. Colpiti da tale provvedimento, un uomo d'affari spagnolo e sua moglie avevano allora interposto ricorso al TPF.
Nella loro decisione, pubblicata oggi, i giudici di Bellinzona affermano che vi sono i presupposti per concedere l'assistenza giudiziaria alle autorità spagnole, visto che l'uomo d'affari è sospettato di essere l'autore della falsificazione dei francobolli ufficiali e il co-autore della maxi-truffa ai danni dei risparmiatori spagnoli.
La Spagna - le cui autorità giudiziarie hanno inviato una commissione rogatoria e seguito con attenzione le investigazioni condotte a Ginevra - non riesce infatti a capacitarsi di come Forum Filatelico abbia potuto acquistare quantità importanti di francobolli dal valore di mercato molto elevato a causa della loro eccezionalità.
Secondo gli inquirenti, la società avrebbe in particolare comprato oltre 5'500 esemplari di un francobollo cipriota considerato "estremamente raro" da un esperto, che ne avrebbe visti soltanto dieci in tutta la sua vita.
Al momento, il totale degli averi confiscati supera i nove milioni di euro. L'assistenza giudiziaria accordata dalla Svizzera dovrebbe consentire di verificare l'accusa di presunta truffa e riciclaggio di denaro che pesa sull'uomo d'affari e sulla sua consorte.

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SDA-ATS