Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Il presidente yemenita Ali Abdallah Saleh, contestato dallo scorso 27 gennaio da manifestanti che chiedono lasci il potere, ha dichiarato oggi la sua intenzione di difendere "il regime repubblicano" fino "all'ultima goccia di sangue".

La situazione appare però sempre più drammatica, con la violenta repressione della notte scorsa a Aden (sud) dove almeno tre persone sono state uccise, e con i sit-in degli studenti che continuano nella capitale Sanaa davanti all'università e a Taez, nel sud, sulla piazza principale della città.

Saleh ha parlato oggi ai capi militari e ai poliziotti, accusando l'opposizione di non voler prendere sul serio la sua proposta di dialogo: il sud volendo "dividere lo Yemen", i ribelli nordisti cercando di restaurare la monarchia abolita nel 1962.

"La nostra nazione - ha detto il presidente - affronta da quattro anni difficoltà enormi e noi stiamo cercando di fronteggiarle con mezzi democratici e con il dialogo con tutti i leader politici. Ma invano ... C'è un complotto contro l'unità e l'integrità territoriale della repubblica yemenita e noi, insieme alle forze armate, abbiamo giurato di difendere il regime repubblicano e l'integrità territoriale dello Yemen fino all'ultima nostra goccia di sangue".

Non ultimo problema, nello Yemen, vi è il fatto che l'organizzazione terroristica al Qaida è ben radicata nel sud-est del Paese e soffia sul fuoco di qualunque protesta.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


Sondaggio svizzeri all'estero

Sondaggio

Cari svizzeri all'estero, le vostre opinioni contano

Sondaggio

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.









SDA-ATS