UBS: filiale tedesca sospettata di aiuto a evasione fiscale
(Keystone-ATS) Sulla filiale tedesca di UBS gravano sospetti di complicità in evasione fiscale: alcuni dipendenti del colosso bancario avrebbero aiutato ricchi clienti dell’istituto a trasferire i loro soldi in Svizzera.
Lo ha affermato il portavoce del ministero pubblico di Mannheim (D) Peter Lintz, confermando quanto pubblicato dal quotidiano “Stuttgarter Nachrichten”. Questa rivelazione porta nuova linfa agli oppositori dell’accordo fiscale tra Berlino e Berna.
La procura ha aperto un’inchiesta “contro ignoti responsabili di UBS Deutschland” e contro i clienti coinvolti. Stando al quotidiano, il ministero pubblico avrebbe sequestrato migliaia di dati bancari durante una perquisizione effettuata in maggio alla sede tedesca della banca a Francoforte.
I fondi sarebbero stati spostati in Svizzera tramite un conto di compensazione interno alla banca. Le operazioni sarebbero continuate fino a quest’anno.
Secondo UBS, le indagini interne hanno permesso di evidenziare che non è stata commessa alcuna irregolarità. Per la banca, i trasferimenti di denaro in Svizzera contestati non sono avvenuti tramite il conto di compensazione interno, ma tramite regolari versamenti per l’estero.
“Non offriamo ai nostri clienti alcun supporto destinato a eludere gli obblighi fiscali”, afferma la banca in una nota. Le regole in materia sono state riesaminate nel 2009 e adeguate dove necessario. I consulenti finanziari che non lo rispettano rischiano il licenziamento, sostiene l’istituto di credito.
Anche se la banca clama la sua innocenza, questo nuovo episodio getta nuove ombre sulla ratifica dell’intesa fiscale tra Svizzera e Germania da parte del Bundesrat (Camera dei Länder), previsto il 23 novembre.
Il ministro delle finanze del Baden-Württemberg Nils Schmid (SPD) ha affermato oggi in proposito che “tutto ciò che compromette la fiducia nelle banche svizzere darà il colpo di grazia all’accordo fiscale”. Se le notizie di stampa sono corrette, “la cosiddetta strategia del denaro pulito della Svizzera è solo una Fata Morgana” (un’illusione, ndr).
Critico anche il ministro delle finanze del Nord Reno-Westfalia Norbert Walter-Borjans (SPD): se il sospetto del procuratore di Mannheim corrisponde al vero, ciò sarebbe una “prova evidente” che le banche elvetiche “sono ancora a miglia di distanza da una strategia del denaro pulito”, ha affermato.