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UBS macina terreno in borsa e supera 40 franchi: mai visto da 2008

Keystone-SDA

UBS continua a macinare terreno in borsa, facendo la gioia degli investitori: dopo aver superato ieri i 40 franchi l'azione si conferma oggi in crescita (+0,60% a 40,42 franchi alle 11.20), a fronte di un mercato generalmente meno dinamico (SMI +0,19%).

(Keystone-ATS) Per ritrovare il titolo della società ai livelli attuali bisogna risalire al gennaio 2008, cioè all’ultima grande crisi finanziaria. A favorire il corso sono le speranze di una regolamentazione meno severa di quanto temuto riguardo ai requisiti di capitale a cui l’azienda, quale banca di rilevanza sistemica, dovrà sottostare, con l’obiettivo di evitare un aiuto dello stato in caso di problemi.

Gli operatori di mercato continuano a scommettere sul fatto che in parlamento verrà presentata una proposta di compromesso, meno rigida di quanto ventilato dal Consiglio federale, ad esempio una copertura parziale delle filiali estere con obbligazioni AT1. Il titolo beneficia peraltro anche del clima positivo sui mercati finanziari alla luce di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran che possa mettere fine al conflitto mediorientale.

Dall’inizio di gennaio l’azione UBS è salita del 9%, mentre sull’arco di un anno ha guadagnato il 60%. Quello della banca guidata da Sergio Ermotti è peraltro un valore per investitori con i nervi d’acciaio: nel 2007, prima della crisi finanziaria, aveva raggiunto il massimo assoluto di oltre 75 franchi, prima di crollare a 8 franchi nel 2009, quando la società era stata salvata dal tracollo grazie all’intervento della Confederazione. Il corso si era poi ripreso per precipitare nuovamente a 7 franchi nel momento più buio della pandemia, nel marzo 2020. Gli anni successivi sono stati di crescita.

Nel 2023 il minimo dell’anno, a 14 franchi, era stato toccato il 20 marzo, il giorno dopo l’annuncio (domenicale, viste le pressioni provenienti dall’estero) dell’acquisizione di Credit Suisse, grazie ancora una volta ad ampissime garanzie statali. Poi era partita una nuova fase di recupero. Più recentemente, se a gennaio 2025 il corso superava i 32 franchi, dopo lo shock dei dazi annunciati in aprile dal presidente americano Donald Trump il valore era precipitato a un minimo di 21 franchi. Da allora però le prospettive sono cambiate parecchio e il corso è praticamente raddoppiato.

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