Ucraina: Usa inviano bombe a grappolo, Berlino e Parigi no
(Keystone-ATS) Joe Biden rompe gli indugi e autorizza l’invio delle controverse munizioni a grappolo a Kiev, ignorando l’imbarazzo di alleati come Germania e Francia, gli appelli degli attivisti per i diritti civili e la minaccia di Mosca.
“Sarebbe una pericolosa escalation”, ha tuonato l’ambasciatore russo all’Onu Vasily Nebenzya, dimenticando che l’esercito di Mosca le utilizza già dall’inizio del conflitto.
La decisione – anticipata dai media e legata ad un nuovo pacchetto di aiuti da 800 milioni di dollari che include anche veicoli corazzati Bradley e Stryker, proiettili per obici e i sistemi missilistici di artiglieria ad alta mobilità (Himars) – è motivata dalla carenza di munizioni tradizionali occidentali e dai timori sul ritmo della controffensiva ucraina, che procede più lentamente della attese.
Ma le “cluster munition” restano oggetto di polemiche, anche se gli Usa – come la Russia e l’Ucraina – non sono tra i 123 Paesi firmatari della convenzione che le vieta per la loro pericolosità: queste munizioni infatti rilasciano sotto-munizioni più piccole che possono rimanere inesplose a lungo e mettere quindi in pericolo i civili, soprattutto i bambini, che spesso scambiando i pericolosi cilindri colorati per giocattoli.
La convenzione fu firmata a Oslo nel 2008 per mettere al bando qualsiasi produzione e uso di munizioni a grappolo. A dare slancio alla campagna fu la guerra in Libano del 2006, dove l’Onu stimò che sino al 40% di questo tipo di ordigni sganciati da Israele erano rimasti inesplosi.
Gli alleati di Washington hanno reagito con prudenza, senza criticare la decisione Usa. Parigi e Berlino hanno spiegato che non seguiranno la mossa di Biden citando la convenzione che hanno sottoscritto. “La Germania ha firmato la convenzione, per noi non è un’opzione”, ha commentato il ministro della difesa tedesco Boris Pistorius.
Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha osservato che l’Alleanza “non ha una posizione sulle munizioni a grappolo: molti alleati hanno firmato la convenzione che le vieta, altri no. Sono i singoli alleati a decidere che armi inviare: la Russia usa le munizioni a grappolo per invadere l’Ucraina, Kiev per difendersi”, ha precisato.
Gli attivisti per i diritti umani sono stati piu’ espliciti e organizzazioni come Human Rights Watch hanno esortato gli Usa ad astenersi dall’inviarle e la Russia e l’Ucraina a “smettere immediatamente” di usarle. Biden ha dovuto comunque aggirare una legge statunitense che proibisce la produzione, l’uso o il trasferimento di munizioni a grappolo con un tasso di fallimento superiore all’1%.
Un portavoce del Pentagono, il generale Patrick Ryder, ha preannunciato che gli Stati Uniti “selezioneranno attentamente” le munizioni a grappolo per l’Ucraina in modo che abbiano un tasso di errore del 2,35% o inferiore, riferendosi alla percentuale di sotto-munizioni trasportate da ogni proiettile che possono restare inesplose.
Biden ha preso una decisione dolorosa ma pragmatica di fronte al fatto che le munizioni tradizionali scarseggiano, rischiando di compromettere la controffensiva di Kiev e quindi anche le prospettive di pace. In questo contesto la Casa Bianca ha preso in considerazione anche l’approvazione del sistema missilistico tattico a lungo raggio Atacms, che ha una gittata di circa 300 km, sufficiente per colpire obiettivi russi molto dietro le linee del fronte, anche in Crimea da dove partono gli attacchi con droni di fabbricazione iraniana.
La Ue intanto accelera verso l’approvazione di un accordo da 500 milioni di euro per rafforzare la produzione di munizioni e missili per l’Ucraina.