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Ue: “pacchetto di accordi con Berna è da prendere nel suo insieme”

Keystone-SDA

L'Ue ritiene che il pacchetto di accordi negoziato con la Svizzera sia essenziale per stabilizzare le relazioni con Berna, ma sottolinea che l'intesa è da prendere nel suo insieme, non a spicchi.

(Keystone-ATS) È l’indicazione principale che arriva oggi dal Consiglio dell’Unione europea.

L’organismo che comprende i ministri dei 27 stati membri – e che detiene il potere legislativo, insieme al Parlamento europeo – si è riunito a Lussemburgo e ha approvato un documento volto a rafforzare le relazioni con i paesi dell’Europa occidentale che non aderiscono all’Ue.

Il capitolo concernente la repubblica dei 26 cantoni comprende sei pagine. Si parte ravvisando che “il partenariato Ue-Svizzera si fonda su valori e principi condivisi quali la democrazia, i diritti umani, lo stato di diritto e la centralità di un ordine internazionale basato sulle regole”. Per poi aggiungere: “L’attuale contesto geopolitico, caratterizzato da sfide globali in continua evoluzione, rafforza la necessità di una cooperazione più stretta con partner che condividono gli stessi principi, come la Svizzera”.

“Il Consiglio apprezza la stretta cooperazione con la Svizzera in vari settori”, prosegue il documento. Malgrado ciò “il Consiglio ha rilevato che diversi accordi bilaterali, relativi ai settori del mercato interno ai quali la Svizzera partecipa, necessitano di un adeguamento e che tale adeguamento costituisce un passo fondamentale e un presupposto indispensabile per consolidare e ampliare ulteriormente le relazioni”.

Il pacchetto di accordi firmato da Berna e Bruxelles – che l’Ue, contrariamente al Consiglio federale, non definisce bilaterali – “contribuirà al buon funzionamento e al continuo sviluppo del partenariato globale tra l’Unione europea e la Svizzera, consentendone il pieno potenziale, rafforzando la prevedibilità, la certezza del diritto e la stabilità per i cittadini e gli operatori economici di entrambe le parti”.

Modernizzazione

L’organo dell’Ue si compiace del fatto che il pacchetto di accordi “modernizzerà” settori come la circolazione delle persone, il riconoscimento reciproco in materia di valutazione della conformità, nonché i trasporti aerei e terrestri. Accoglie inoltre con favore l’estensione delle relazioni a nuovi rami di cooperazione quali l’energia elettrica, la sanità e la sicurezza alimentare.

Si parla anche di soldi. “Il Consiglio accoglie con particolare favore l’istituzione di un meccanismo permanente per il contributo finanziario regolare ed equo della Svizzera a sostegno della coesione economica e sociale all’interno dell’Unione, commisurato alla profondità del partenariato, a dimostrazione del costante impegno della Svizzera a favore della solidarietà e della prosperità condivisa”.

Bruxelles insiste inoltre sulla necessità di un cambio di passo. Il Consiglio sottolinea infatti che la conclusione positiva del pacchetto di accordi “è essenziale per la stabilizzazione e l’ulteriore sviluppo delle relazioni” e “che lo status quo non rappresenterebbe un’alternativa praticabile, poiché la cooperazione nell’ambito dei quadri esistenti si indebolirebbe progressivamente con l’evoluzione della legislazione dell’Ue”.

“Un unico pacchetto”

Non è inoltre il caso di pensare ad accettare degli accordi per respingerne altri. “Il Consiglio ricorda che gli accordi sono stati negoziati come un pacchetto attentamente equilibrato per riflettere gli interessi reciproci dell’Ue e della Svizzera e che dovrebbero essere conclusi come un unico pacchetto. L’accesso ai benefici derivanti dalla partecipazione ai settori del mercato interno deve rimanere legato ai corrispondenti obblighi istituzionali, normativi e finanziari”. L’organo dei 27 si riserva di decidere in merito alla conclusione delle intese “dopo il completamento di tutti i referendum pertinenti in Svizzera, tenendo conto dell’equilibrio complessivo del pacchetto”.

Berna è inoltre invitata ad allinearsi sull’orbita di Bruxelles. Viene infatti apprezzato “il coordinamento delle posizioni su questioni di interesse comune nei fori multilaterali, in ambiti quali la condanna della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, la lotta ai cambiamenti climatici e la tutela dell’ambiente, la promozione dei diritti umani, dello stato di diritto, della giustizia penale internazionale, del rispetto del diritto internazionale umanitario, della democrazia, e dello sviluppo sostenibile, nonché, in particolare, la salvaguardia e la riforma del sistema multilaterale con l’ONU al suo centro”.

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