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Un decimo della popolazione svizzera è antisemita

Cimitero ebraico profanato a Vevey, nel cantone di Vaud

(Keystone)

La maggior parte degli svizzeri rispetta la minoranza ebraica, ma uno studio dell'Istituto di ricerca gfs.bern rivela che un abitante su dieci ha un'attitudine sistematicamente antisemita.

Critico è invece l'atteggiamento nei confronti d'Israele. Più della metà degli intervistati è dell'opinione che lo Stato ebraico sia governato da fanatici religiosi, che vogliono eliminare il popolo palestinese.

La percezione degli ebrei in Svizzera si basa spesso su pregiudizi. È quanto emerge dalle conclusioni dello studio "Atteggiamenti antiebraici ed antiisraeliani in Svizzera", pubblicato venerdì e condotto dall'istituto di ricerca gfs.bern con il sostegno della Commissione federale contro il razzismo e in collaborazione con il settimanale ebraico "Tachles".

Gli ebrei sono considerati come persone d'affari ricche e di successo, assidue, intelligenti, solidali tra loro ed artisticamente dotate. Solo pochi li considerano sospetti. Una rilevante maggioranza li ritiene però inconcilianti, avidi di denaro ed assetati di potere.

Tipizzazioni stereotipe

È vero che ebrei ed ebree sono ancora oggi, in Svizzera, vittime di tipizzazioni stereotipe, ma queste sono per la maggior parte ad indirizzo positivo.

La popolazione svizzera tratta la minoranza ebraica nel Paese fondamentalmente con rispetto. Il 55% degli intervistati si è espresso in questo senso. Il 45% lamenta però una volontà di non integrarsi nel resto della popolazione da parte degli ebrei.

Le teorie di cospirazione non trovano invece grande sostegno: il 49% degli interpellati non crede ad una strapotenza degli ebrei negli avvenimenti mondiali ed addirittura il 72% la rifiuta in relazione alla Svizzera.

Incomprensione

Dopo la conclusione del dibattito sul suo comportamento nella seconda guerra mondiale, la Svizzera non è più considerata come una vittima. Solo il 29% approva infatti l'asserzione che il paese sia stato ricattato da organizzazioni ebraiche a causa della sua politica durante il secondo conflitto mondiale.

Più critica è invece l'immagine di Israele presso la popolazione. Lo Stato ebraico appare oggi prevalentemente come uno paese normale, da trattare con rispetto. In relazione al conflitto israelo-palestinese si diffondono però sentimenti di delusione e di incomprensione.

Il 54 % degli interrogati pensa che Israele sia governato da fanatici religiosi e il 50 % percepisce lo Stato ebraico comme un Golia impegnato in una guerra di distruzione contro la popolazione palestinese. Il 58 % approva anche l'asserzione che lo Stato con la stella di Davide nella bandiera sia oggi un braccio prolungato degli USA. Questa irritazione emotiva contro la politica estera israeliana non sembra però accrescere gli atteggiamenti antisemitici, affermano gli specialisti dell'istituto.

Lo studio arriva inoltre alla conclusione che oggi uno svizzero su dieci ha una predisposizione sistematicamente antisemitica. In questo gruppo si annoverno in particolare persone degli strati socioeconomici più bassi, politicamente a destra e che non conoscono personalmente nessun ebreo. Essi sono inolte rappresentati in quantità superiore alla media nella Svizzera italiana e in campagna.

Potenziale antisemitico

Chi condivide solo sporadicamente delle emozioni negative, opinioni o stereotipi nei confronti della popolazione ebraica, di regola non fa parte di coloro che sono da annoverare potenzialmente fra gli antisemitio. La condizione di antisemitismo è raggiunta solo quando questi sentimenti sono condivisi in modo sistematico e ripetuto.

Un atteggiamento del tutto positivo nei confronti degli ebrei e delle ebree è mostrato dal 37% della popolazione. Il restante 10% non può essere classificato, perché il suo comportamento si è dimostrato vacillante nel rispondere.

swissinfo e agenzie

In breve

L'Istituto di ricerca gfs.bern ha condotto lo studio sotto il patrocinio della Commissione federale contro il razzismo (CFR) ed in collaborazione con il settimanale ebraico "Tachles".

Il sondaggio è stato preparato da esperti di antisemitismo sulla base degli attuali lavori teorici ed empirici sull'argomento. Preventivamente sono state effettuate 18 interviste-test con esperti, verificate poi da due periti esterni.

Per il sondaggio sono state interrogate 1030 persone tra il 5 e il 15 febbraio. Il margine d'errore statistico del campione ammonta a +/- 3,1%.

L'Istituto gfs.bern conduce ricerche applicate al campo della politica, della comunicazione, e della società. Su mandato dell'azienda radiotelevisiva SRG SSR idée Suisse, svolge anche le analisi e i sondaggi di votazioni ed elezioni federali.

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Commenti

"Riscontriamo posizioni significative e differenziate. Si dovrebbero realizzare studi analoghi sugli atteggiamenti nei confronti dei musulmani e dei nomadi". Prof. Georg Kreis, presidente della Commissione federale contro il razzismo.

"È uno degli studi più dettagliati che io conosca su questo tema così complesso". Prof. Werner Bergmann, Centro per la ricerca sull'antisemitismo di Berlino.

"Lo trovo uno studio eccellente. L'analisi è stata fatta su di un'ampia base, in modo da mostrare i diversi aspetti dell'antisemitismo". Alfred Donath, presidente della Federazione svizzera delle comunità israelite.

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