“Un palestinese ucciso in un attacco dei coloni vicino a Ramallah”
La drammatica escalation degli scontri in Cisgiordania tra coloni israeliani e residenti palestinesi ha registrato mercoledì notte la morte di un ragazzo di 19 anni, ucciso da un colpo di arma da fuoco.
(Keystone-ATS) Il ministero della Salute dell’Autorità palestinese ha riferito che Nasrallah Mohammed Jamal Abu Siam “è deceduto a causa delle gravi ferite riportate durante un attacco dei coloni al villaggio di Mukhmas, vicino Ramallah”.
L’esercito israeliano (Idf) ha dichiarato che i militari sono intervenuti dopo la segnalazione di disordini, violenti scontri e lancio di pietre. Successivamente “alcuni sospettati hanno sparato e diversi palestinesi feriti sono stati evacuati per cure mediche. I soldati dell’Idf non hanno aperto il fuoco”.
L’esercito ha aperto un’inchiesta. Secondo la versione dei coloni, riportata dal notiziario di Kan news, pastori israeliani della ‘fattoria di Benyahu’, vicina al villaggio di Mukhmas, sono stati presi a sassate dai palestinesi: “Una folla di terroristi ha preso d’assalto le aree di pascolo, uno di loro è rimasto ferito, apparentemente a colpi d’arma da fuoco per legittima difesa”.
Continui attacchi dei coloni
La madre di Abu Siyam ha detto all’AP che il figlio aveva anche la cittadinanza americana oltre a quella palestinese. L’Ambasciata Usa non ha risposto alle richieste di commento. Le violenze in Cisgiordania sono cresciute a dismisura dopo l’assalto di Hamas nel sud di Israele il 7 ottobre 2023. I resoconti quotidiani dalla West Bank riportano continui attacchi da parte dei coloni, con furto di bestiame, incendi, danneggiamenti agli uliveti.
Secondo i palestinesi e gruppi per i diritti umani, le autorità israeliane spesso non perseguono i coloni e non li arrestano. In particolare, da quando sulla poltrona del ministro della Sicurezza nazionale siede l’ultranazionalista Itamar Ben-Gvir le indagini sugli attacchi dei coloni sono drasticamente diminuite. Come ha più volte dichiarato anche il gruppo israeliano per i diritti Yesh Din.
All’inizio della settimana, con un’inversione di tendenza, i procuratori di Gerusalemme hanno annunciato che intendono incriminare un colono per l’uccisione di un attivista palestinese durante uno scontro ripreso in video.
Timori di ‘pulizia etnica’
Giovedì l’Alto Commissariato dell’Onu per i diritti umani ha condannato una serie di azioni israeliane nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, esprimendo timori di ‘pulizia etnica’ contro i palestinesi. In Cisgiordania, il rapporto denuncia “l’uso sistematico e illegale della forza da parte dell’Idf, la detenzione arbitraria diffusa, la tortura e altri maltrattamenti inflitti ai detenuti, nonché la demolizione illegale e massiccia di case palestinesi”.
Il documento segnala inoltre episodi preoccupanti e un uso “eccessivo o sproporzionato” della forza da parte dell’Autorità Palestinese. Intanto in Medio Oriente, e in Israele in particolare, si respira un’atmosfera di fibrillazione legata alle crescenti tensioni con l’Iran. Il segretario di Stato americano Marco Rubio dovrebbe arrivare in visita a Gerusalemme il 28 febbraio per incontrare il primo ministro Benjamin Netanyahu proprio per discutere di questioni relative alla crisi con Teheran.