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Una visita al “Sunset Motel” alla Mostra del cinema di Venezia

Keystone-SDA

Alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, che si apre oggi, vi sono anche esperienze immersive. Con dei visori VR si può infatti visitare il "Sunset Motel" del coreografo Gilles Jobin e dell'illustratore zurighese Thomas Ott.

(Keystone-ATS) Una volta indossato il visore per realtà virtuale (VR), ci si ritrova in una fermata dell’autobus, in mezzo al nulla. Dall’altra parte della strada vi è un motel. Un suonatore di ukulele nonché gestore dell’albergo, così come alcuni ospiti, sono lì ad accogliervi: c’è chi balla, chi guarda la televisione nelle proprie stanze e chi si aggira nell’area attorno alla piscina vuota. Sono tutti personaggi bizzarri, alcuni dei quali dall’aria vissuta. Sembrano trovarsi al “Sunset Motel” in attesa di qualcosa.

Il “Sunset Motel” può essere visitato alla Mostra di Venezia. Da una decina di anni il festival cinematografico dà spazio anche a opere della cosiddetta realtà estesa.

Dietro al cortometraggio d’animazione immersivo ci sono il coreografo romando Gilles Jobin, che vive e lavora a Ginevra, e l’illustratore zurighese Thomas Ott. Assieme hanno trasposto in 3D il tipico mondo in bianco e nero di Ott. L’autore di fumetti e illustratore realizza le sue immagini con la tecnica dello sgraffito: incide linee chiare su una superficie nera, creando così un marcato gioco di luci e ombre. Una caratteristica tipica delle sue storie è l’assenza di dialoghi.

Senza parole ma in movimento

Anche Jobin per le sue coreografie non usa le parole. “È uno dei motivi per cui questa collaborazione funziona alla perfezione”, spiega all’agenzia Keystone-ATS. Inizialmente aveva conosciuto Ott come cantante della band doom metal Tar Pond.

Dopo che Ott ha illustrato il mondo cupo di “Sunset Motel”, attraverso la tecnica del motion capture, i movimenti dei ballerini e delle ballerine della compagnia di Jobin (Cie Gilles Jobin) sono stati registrati e successivamente trasferiti ai nove personaggi.

Il cortometraggio a Venezia è in concorso nella sezione “Venice Immersive”. Ma questo è secondario, afferma Jobin. L’obiettivo principale è andare al festival per trovare distributori, così da permettere a un pubblico più ampio di visitare il “Sunset Motel” da casa, con un visore VR.

A Venezia, la Cie Gilles Jobin presenta, nell’ambito del “Venice Production Bridge” – di cui la Svizzera è ospite d’onore – un altro progetto immersivo intitolato “Marta Becket’s Death Valley” di Gilles Jobin e Susana Panadés Diaz. Si tratta di un documentario in realtà virtuale che rende omaggio alla vita e all’opera della ballerina e artista americana Marta Becket (1924-2017).

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