USA: i suprematisti bianchi marciano mascherati al National Mall
In centinaia hanno marciato a volto coperto per le strade di Washington vicino al National Mall dove si preparavano i festeggiamenti per i 250 anni dell'Indipendenza americana.
(Keystone-ATS) Vestiti con pantaloni kaki, occhiali da sole, passamontagna bianchi, cappelli e magliette col logo del Patriot Front, circa 400 membri del gruppo suprematista bianco si sono radunati a Union Station per marciare attraverso Capitol Hill.
Muovendosi in file ordinate hanno esibito bandiere americane e confederate, un simbolo altamente divisivo negli Stati Uniti perchè chiaro riferimento allo schiavismo. Alcuni sono stati visti portare bandiere americane capovolte, un dettaglio che nel codice delle bandiere significa estremo pericolo.
Camminando per i larghi viali che lambiscono il National Mall i membri hanno scandito slogan come “Vita, libertà, vittoria!” e “Riconquistiamo l’America!”. Alla guida del drappello c’era lo stesso fondatore dell’organizzazione neofascista e suprematista bianca, Thomas Rousseau.
Il dipartimento di polizia metropolitana di Washington ha affermato di “monitorare le attività legate al Primo Emendamento che si sono svolte nel quartiere di Eastern Market”, aggiungendo poi di riconoscere “il diritto degli individui di esprimere pacificamente le proprie opinioni”.
Il Patriot Front è uno dei gruppi che compongono la ribollente galassia dei movimenti di estrema destra americani. Venne fondato nel 2017 dopo la sanguinosa manifestazione “Unite the Right”, il violento raduno di suprematisti a Charlottesville, in Virginia, conclusosi tragicamente con la morte di una contro-attivista.
La marcia nei pressi del National Mall ha un’alta valenza simbolica. Da oltre 100 anni sul “Front Yard” d’America si riversano conflitti e speranze del Paese: dalle marce lugubri degli incappucciati del Ku Klux Klan negli anni ’20, passando per il discorso “I Have a dream” di Martin Luther King Jr, fino alle proteste contro la guerra del Vietnam, sull’iconico parco che collega Capitol Hill al Lincoln Memorial si è deciso il destino americano.
Come quando il 6 gennaio 2021 una folla di sostenitori di Donald Trump assaltò il Congresso violando il cuore della democrazia a stelle e strisce.