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Il taglio delle tasse spinge JPMorgan e Citigroup che realizzano risultati sopra le attese.

KEYSTONE/EPA/JUSTIN LANE

(sda-ats)

Il taglio delle tasse di Donald Trump spinge i conti di JPMorgan e Citigroup che, con risultati sopra le attese, danno il calcio di avvio alla stagione delle trimestrali americane.

Delude invece Wells Fargo, che fatica a voltare pagina sugli scandali: la banca chiude il secondo trimestre con un utile netto e ricavi in calo e perde in Borsa fino al 3,2%.

Citigroup archivia il periodo aprile-giugno con ricavi in aumento del 2% a 18,5 miliardi di dollari. L'utile netto è salito del 16% a 4,49 miliardi rispetto ai 3,87 dello stesso periodo dell'anno scorso. Motore della crescita il taglio delle tasse di Trump, che ha ridotto l'aliquota per la banca dal 32% del secondo trimestre del 2017 al 24% attuale.

"I risultati dimostrano il buon momento del nostro gruppo e il fatto che siamo saldamente in corsa per raggiungere i target finanziari fissati" afferma l'amministratore delegato Michael Corbat. Ma gli analisti sono scettici: "i risultati di Citigroup impallidiscono di fronte a quelli di JPMorgan" afferma Octavio Marenzi, amministratore delegato di Opimas. L'utile - spiega - è quasi interamente spinto dal calo delle tasse. D'accordo anche Brian Kleinhanzl, analista di Keefe Bruyette & Woods: "i conti sono sopra le attese ma è in gran parte dovuto" alla riforma delle tasse.

Per JPMorgan il secondo trimestre si chiude con un utile netto in aumento del 18% a 8,3 miliardi di dollari su ricavi per 27,7 miliardi di dollari. Nel corso della conference call con gli analisti, i manager dell'istituto hanno osservato come l'incertezza sulla politica commerciale ancora non sta avendo impatto sull'erogazione di credito.

Sui dazi "siamo all'inizio, stanno avendo più effetto sulla psiche che sull'economia. È una preoccupazione, ma speriamo sarà risolta" mette in evidenza Dimon.

Wells Fargo archivia il secondo trimestre con utile e ricavi in calo, confermando le sue difficoltà di rilancio dopo gli scandali che l'hanno travolta, fra i quali quello dei conti correnti finti, e i paletti imposti dalla Fed. L'utile è sceso a 5,19 miliardi di dollari dai 5,86 miliardi dello stesso periodo dell'anno scorso. I ricavi sono calati a 21,6 miliardi di dollari dai 22,2 miliardi del 2017.

"La debolezza dei risultati di Wells Fargo è preoccupante, con molti indicatori che puntano al ribasso" osservano alcuni analisti. Di fronte a conti deludenti Wells Fargo accusa perdite superiori al 2,2% a Wall Street, anche se Citigroup - con i suoi risultati positivi - fa ancora peggio, perdendo il 2,63%.

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SDA-ATS