Usa: bimbi killer per caso, uccidono più dei terroristi
(Keystone-ATS) Bambini killer: è uno dei fenomeni che più inquieta un’America divisa come non mai sul problema della diffusione delle armi da fuoco. Quella che il presidente Barack Obama vorrebbe fermare e che, in un braccio di ferro senza precedenti con la potentissima lobby delle armi, sta cercando a fatica di mettere sotto controllo. La statistica shock della rivista online ‘Opposing Views’ non lascia dubbi sulle drammatiche conseguenze che negli Stati Uniti producono leggi che rendono estremamente facile acquistare e possedere una pistola o un fucile, anche da guerra. Le case degli americani ne sono piene. Producono stragi come quella della scuola di Newtown in cui sono morti 20 bambini. Ma non solo. Solo nei primi cinque mesi del 2013 bimbi piccolissimi, dai tre ai sei anni, hanno provocato almeno 11 vittime, tra adulti e altre piccole vite come loro. In alcuni casi si sono uccisi da soli.
“Hanno ammazzato più dei terroristi della maratona di Boston”, commenta provocatoriamente la rivista, di fronte a questi numeri a cui si stenta a credere. Ma che rappresentano solo la punta di un iceberg in un Paese in cui esistono addirittura fabbriche in cui si producono fucili e pistole per bambini, con colori e decorazioni differenti a seconda che si tratti di maschietti o femminucce. Con uno di questi mini-fucili Kristinan, cinque anni, è diventato l’inconsapevole carnefice della sorellina Caroline di appena due anni, in una piccola cittadina del Kentucky. Una storia che ha sconvolto gli americani e non solo. Come sconvolsero le parole della nonna dei due piccoli: “Quando si gioca con i fucili è normale, può succedere”.
Non è un caso isolato. È una storia che assomiglia a molte altre, dove i bimbi sono i protagonisti, ma le colpe sono tutte dei grandi, di adulti incoscienti. ‘Opposing Views’ elenca tutti, uno per uno, i terribili episodi accaduti dall’inizio dell’anno: dal bambino di 6 anni che a Kansas City ha ucciso il compagno di giochi di 4 anni sparando con una pistola lasciata incustodita, a quello di 4 anni che in un villaggio nel sud del Tennessee dopo una grigliata con parenti e amici ha ucciso la moglie dello sceriffo con una delle pistole collezionate dal padre lasciata incautamente su di un letto.
I numeri – sottolinea ‘Opposing Views’ – si fanno ancor più impressionanti se si sale di età e si contano gli incidenti non mortali. E la rivista si chiede con un po’ di ironia se l’intelligence americana avrebbe potuto salvare più vite se i suoi programmi di sorveglianza – quelli che hanno scatenato il datagate – avessero riguardato i bambini piuttosto che i terroristi.