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Venezuela, l’oppositore Guanipa scarcerato e posto ai domiciliari

Keystone-SDA

L'oppositore venezuelano Juan Pablo Guanipa è stato scarcerato e posto agli arresti domiciliari. Lo ha riferito la famiglia.

(Keystone-ATS) “Confermo che mio padre si trova a casa mia a Maracaibo. Siamo sollevati di sapere che presto la nostra famiglia sarà di nuovo riunita”, ha scritto il figlio Ramón su X.

Il leader politico era stato arrestato domenica, a poche ore da una precedente scarcerazione, provocando la reazione dell’opposizione della comunità internazionale e delle organizzazioni per i diritti umani.

“Colgo l’occasione per ringraziare, a nome della mia famiglia, il governo degli Stati Uniti, il presidente Donald Trump e il segretario di Stato Marco Rubio per il loro impegno a favore della libertà del Venezuela e di tutti i prigionieri politici”, ha aggiunto, precisando che “mio padre resta ingiustamente detenuto, perché gli arresti domiciliari restano una forma di prigionia”. “Esigiamo la sua piena libertà e quella di tutti i prigionieri politici”, ha concluso.

Dopo oltre otto mesi di detenzione, Juan Pablo Guanipa era stato rilasciato domenica nell’ambito del processo graduale di liberazione dei prigionieri politici avviato dal governo venezuelano, guidato ad interim da gennaio dalla presidente Delcy Rodriguez dopo la cattura di Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti. Durante le prime ore di libertà, Guanipa aveva invitato le autorità a rispettare l’esito delle contestate elezioni presidenziali del 2024 o a indire nuove consultazioni, alla luce delle accuse di brogli avanzate fin dall’inizio da opposizione e comunità internazionale.

Poco dopo, l’ex deputato era stato nuovamente fermato. La Procura aveva giustificato la misura sostenendo che Guanipa avrebbe violato le condizioni della libertà vigilata, mentre il ministro dell’Interno Diosdado Cabello aveva accusato l’oppositore di voler “provocare disordini”.

Dal canto suo, denunciando la nuova detenzione come “arbitraria”, il figlio aveva riferito che le misure cautelari ufficialmente previste includevano solo il divieto di lasciare il paese e l’obbligo di comparire in tribunale ogni 30 giorni. Il nuovo arresto aveva suscitato un’ondata di polemiche da parte dell’opposizione e delle organizzazioni per i diritti umani, oltre a prese di posizione da parte degli Stati Uniti, che hanno accusato Caracas di non rispettare gli accordi. Una pressione destinata ad allentarsi solo dopo la nuova scarcerazione.

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