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Venezuela: Chavez sogna 20 anni potere, ma ora rischia

(Keystone-ATS) Milioni di venezuelani hanno affollato le urne nelle elezioni di oggi giocate sulla sfida – serrata come non mai nel Paese negli ultimi anni – tra il presidente ‘bolivariano’ Hugo Chavez e l’oppositore Henrique Capriles. Subito dopo aver votato in un seggio a Caracas, Chavez ha parlato con i cronisti, irridendo fra l’altro l’Unione Europea come “un progetto fallito”.

Indossando una casacca blu, salutato da migliaia di simpatizzanti e un gruppo di politici della sinistra latinoamericana, Chavez si è mostrato ottimista e ha tra l’altro vaticinato “l’implosione dell’Unione Europea”. L’Uè è “fallita come progetto”, ha sentenziato il capo dello Stato uscente, ricordando che a Caracas “molta gente prendeva come riferimento” proprio l’Europa: “per fortuna, ha sottolineato, il Venezuela ha preso invece la strada della ‘revolucion'”.

Pressato dai cronisti, Chavez – che pure spera di restare al potere fino al 2031 – ha assicurato d’essere pronto “a riconoscere i risultati delle elezioni, qualsiasi essi siano: uno oppure tre milioni di voti”.

“Viste le file ai seggi, ho l’impressione che il voto potrebbe andare avanti anche dopo le sei del pomeriggio” (le 00,30 in Svizzera, ora prevista per la chiusura delle urne), ha aggiunto, confermando così altre stime rese note nel corso della giornata, che riferiscono di un’alta affluenza.

Fin da prima dell’apertura delle urne (alle 6 del mattino ora locale) si era infatti capito che molti dei quasi 19 milioni di elettori avevano in effetti deciso di andare a votare. I venezuelani hanno in altre parole dimostrato di avere tanta voglia di dire la loro e di pronunciarsi su una scelta di fondo: regalare, oppure negare, un altro mandato di sei anni al più controverso capo di Stato dell’America Latina.

La posta in gioco è molto alta. La vittoria del 58enne Chavez – un vero esperto in questo tipo di sfide elettorali – vorrebbe dire lasciare al ‘Palacio Miraflores’ di Caracas l’uomo che dalla sua prima vittoria, nel lontano 1998, ha promosso una serie di politiche economiche e sociali sulla strada del ‘Socialismo del XXI secolo’, percorsa senza tentennamenti.

Una vittoria di Capriles, che è molto più giovane del rivale (ha 40 anni), chiuderebbe invece l’era ‘chavista’, per aprire la strada a un altro modello di Paese e di società.

In alcuni quartieri di Caracas, una delle megalopoli più violente dell’America Latina, sono stati tanti gli elettori che si sono presentati anche due-tre ore prima del via libera alle operazioni di voto. “Siamo molto soddisfatti per come stanno andando le cose. Vogliamo che la gente continui a votare”, ha commentato a metà giornata la presidente del Consiglio Nazionale Elettorale (CNE), Tibisay Lucena.

Anche il responsabile dell’oppositore ‘Comando Venezuela’, Leopoldo Lopez, ha confermato che l’alto numero degli elettori “sta superando ogni nostra aspettativa”, mentre il ‘chavista’ Jorge Rodriguez ha riferito di proiezioni che indicano “un’affluenza assolutamente storica”.

La popolarità di Chavez continua ad essere, secondo numerosi esperti e organismi specializzati, al di sopra del 50%. Capriles potrebbe però farcela sulla scia di una campagna elettorale efficace fatta ‘casa per casa’, non solo a Caracas ma anche in tante città e centri, grandi e piccoli, del Paese.

In questo contesto, l’orientamento degli indecisi – stimati tra il 14% e il 20% dell’elettorato – appare l’ago della bilancia in grado di determinare il risultato finale.

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