Viktor Orban sfida l’UE a Mosca
Durante l'incontro odierno con il presidente russo Vladimir Putin al Cremlino, il primo ministro ungherese Viktor Orban ha promesso che continuerà a importare gli idrocarburi russi da cui l'Ungheria continua a dipendere.
(Keystone-ATS) “Vorrei ribadire che le forniture energetiche dalla Russia sono attualmente la base dell’approvvigionamento energetico dell’Ungheria e lo saranno anche in futuro”, ha dichiarato Orban.
Raro leader europeo vicino sia al presidente americano che a quello russo, Orban non ha cercato di diversificare realmente le importazioni del suo Paese dall’inizio dell’offensiva russa in Ucraina nel febbraio 2022, a differenza di molti suoi vicini europei.
Il Presidente russo, da parte sua, si è detto “molto soddisfatto” del proseguimento delle relazioni tra i due Paesi, che ha affermato essere basate sul “pragmatismo”.
L’incontro provocherà una certa irritazione a Bruxelles, dove proseguono i tentativi di liberarsi dalla dipendenza dagli idrocarburi russi e prosegue l’adozione di sanzioni per fare pressione su Mosca e cercare di porre fine al peggior conflitto sul suolo europeo dalla Seconda guerra mondiale.
All’inizio del mese, Orban ha annunciato di aver presentato ricorso alla Corte di giustizia dell’Unione Europea per opporsi alla decisione della maggioranza degli Stati membri, presa a ottobre, di approvare in linea di principio il divieto di importazione del gas naturale russo entro la fine del 2027.
Da parte sua, Putin ha elogiato il mantenimento delle relazioni tra Mosca e Budapest “nonostante tutte le difficoltà di oggi”, nonché la posizione “equilibrata” del leader ungherese sulla “questione ucraina”.
Orban ha rifiutato di inviare aiuti militari all’Ucraina e si è opposto a un’azione più forte contro la Russia all’interno della NATO e dell’Unione Europea.