Altri 900 Kosovari rimpatriati in novembre
I rimpatri avverranno nonostante gli appelli dell'amministratore dell'ONU, Bernard Kouchner, che non è quindi riuscito a bloccare il programma di rinvii organizzato dall'Ufficio federale dei rifugiati (UFR).
«Bernard Kouchner è solito lanciare, tramite i mass media, appelli in cui chiede che i rimpatri, adesso che inizia l’inverno, vengano sospesi, ma noi non abbiamo ricevuto nessuna richiesta formale», ha affermato all’ats Dominique Boillat, portavoce dell’UFR.
L’UFR annuncia comunque che i rimpatri subiranno un rallentamento. In dicembre il loro numero verrà infatti diminuito a 200, mentre tra metà dicembre e metà gennaio verranno sospesi.
In alcune interviste, Bernard Kouchner aveva chiesto più volte a Svizzera e Germania di sospendere il rimpatrio dei Kosovari a partire dal 1° novembre, a causa della stagione fredda e delle difficili condizioni di alloggio. Il Coordinamento ginevrino per la difesa del diritto d’asilo ha inoltre chiesto la settimana scorsa una moratoria.
Secondo le statistiche dell’UFR, fino al 2 di novembre si sono verificati quasi 40’000 rimpatri di Kosovari, di cui 32’500 volontari. Altri 2’570 sono pronti a rientrare in patria.
«Siamo consapevoli che l’integrazione in loco di queste persone è più difficile in inverno. Ma i centri d’accoglienza di Pristina si prenderanno cura di chi non ha un tetto», ha affermato il portavoce.
Con questa politica di rimpatrio, sono aumentati anche i casi di persone scomparse. Circa la metà dei Kosovari che hanno ricevuto l’avviso al rimpatrio hanno abbandonato o abbandonano il loro domicilio senza comunicare il nuovo recapito, vivendo così in clandestinità in Svizzera o all’estero.
swissinfo e agenzie
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