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Crisi in Medio oriente: la Svizzera pronta a mediare

Il presidente svizzero Adolf Ogi ha invitato le parti in causa a ritrovare la strada del dialogo Keystone

Il presidente della Confederazione, Adolf Ogi, ha dichiarato che la Svizzera è disposta ad offrire i suoi buoni uffici per favorire una soluzione di pace tra israeliani e palestinesi. Il governo si dichiara preoccupato per l'evoluzione della crisi.

Nel corso di un incontro politico a Costanza, Adolf Ogi ha lanciato venerdì un appello a israeliani e palestinesi, chiedendo loro di fare tutto il possibile per evitare un conflitto aperto. “La ragione deve avere il sopravvento” ha detto il presidente della Confederazione, dichiarandosi molto preoccupato per la recrudescenza della violenza nei territori palestinesi.

Secondo Ogi, la Svizzera potrebbe assumere un ruolo di mediatore in questo conflitto, in quanto il nostro paese dispone di una grande esperienza nella convivenza tra 4 culture. Anche il Dipartimento degli affari esteri aveva espresso giovedì la sua preoccupazione, dopo gli attacchi israeliani contro Ramallah e Gaza. In una nota ha chiesto inoltre alle parti in causa di evitare ogni violenza contro la popolazione civile. Il ministero elvetico degli esteri ha invitato in particolare gli israeliani a non fare un uso sproporzionato della sua forza.

In seguito ai drammatici sviluppi della situazione in Medio oriente, il Consiglio federale ha inoltre deciso di rinviare all’inizio dell’anno prossimo la prevista conferenza diplomatica sull’adozione di un nuovo emblema della Croce rossa. La Svizzera, depositaria delle Convenzioni di Ginevra del 1949 sul diritto umanitario aveva invitato le delegazioni di 189 paesi per questa conferenza, in programma il 25 e 26 ottobre. Il nuovo emblema per la Croce rossa israeliana – che dovrebbe ispirarsi dalla stella di Davide – affiancherebbe i due già esistenti, ossia la croce rossa e la mezzaluna rossa.

swissinfo e agenzie

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