Gerardo Cuomo sarà estradato in Italia
Via libera del Tribunale Federale (TF) all'estradizione in Italia per Gerardo Cuomo, presunto boss napoletano del contrabbando internazionale di sigarette ora in carcere a Lugano. I giudici del TF hanno respinto il ricorso dei suoi legali contro la decisione dell'Ufficio federale di giustizia che aveva accolto la richiesta presentata dall'Italia nel maggio dell'anno scorso. Prima di essere estradato, Cuomo dovrà essere processato in Ticino, poiché il procedimento avviato in Svizzera contro di lui ha la precedenza su quello italiano.
In Ticino Cuomo deve rispondere dell’accusa di complicità in corruzione passiva e ripetuta violazione della legge federale sul soggiorno e la dimora degli stranieri, mentre l’estradizione in Italia è stata concessa solo per il reato di appartenenza ad un’organizzazione criminale di tipo camorristico-mafioso, e non per il contrabbando di sigarette, che nella Confederazione non è considerato reato. Presso la Corte suprema sono ancora pendenti due ricorsi di Cuomo che riguardano alcuni aspetti dell’applicazione del diritto internazionale. Appare tuttavia assai improbabile che un eventuale accoglimento degli stessi possa impedire l’estradizione decisa dai giudici di Losanna che hanno anche condannato Cuomo al pagamento di 5000 franchi di tassa di giustizia.
Gerardo Cuomo, che ora si trova in stato di detenzione preventiva presso una cella dell’Ospedale Civico di Lugano, venne arrestato il 10 maggio del 2000 a Zurigo perché sospettato dalla magistratura di Bari di essere una delle menti di una grande organizzazione criminale dedita al contrabbando di sigarette con base nel Montenegro, al traffico di droga e al riciclaggio di denaro sporco. I vari tronconi delle indagini, avviate da Giuseppe Scelsi della Direzione distrettuale antimafia pugliese, hanno portato al fermo di decine di persone e al rinvio a giudizio per una novantina di imputati, tra cui diversi ticinesi coinvolti nel commercio di sigarette.
Ma in Ticino il caso Cuomo è esploso con l’inchiesta e il successivo arresto, nell’agosto dell’anno scorso, dell’ex presidente del Tribunale penale Franco Verda, e di sua moglie Désirée Rinaldi. Su Verda grava il sospetto di avere in qualche modo “aggiustato” la sentenza con cui veniva restituita più della metà dei 3 milioni e 200 mila franchi sequestrati dalla magistratura a Francesco Prudentino all’epoca braccio destro di Cuomo.
All’inizio di aprile, il procuratore straordinario Luciano Giudici, incaricato dal governo ticinese di condurre l’inchiesta sui rapporti tra Cuomo e Verda, ha firmato il rinvio a giudizio per i due davanti ad una corte dell’assise correzionali di Lugano. Verda, nel processo che probabilmente verrà celebrato questa estate dovrà rispondere di corruzione passiva aggravata, ripetuta violazione del segreto di ufficio, istigazione a violazione del segreto di ufficio e favoreggiamento. Per la Rinaldi s’ipotizzano, invece, i reati di complicità in corruzione passiva e falsità in documenti.
Libero D’Agostino
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