Il Consiglio degli Stati vuole una legge sugli stranieri più severa
Giro di vite della camera alta nei confronti degli stranieri che cercano di evitare l'espulsione inoltrando domanda d'asilo o contraendo un matrimonio «bianco». Nessuna ulteriore protezione neppure per le straniere vittime di violenza coniugale, ritenendo che la legge attuale sia già sufficiente.
La Camera dei Cantoni ha preferito non attendere la revisione totale della legge sugli stranieri, il cui disegno di legge governativo è previsto per l’autunno. Con 26 voti senza opposizione, ma numerose astensioni, ha deciso di avviare una modifica anticipata del diritto, onde colmare le lacune in materia di abusi.
La revisione parziale introduce un nuovo motivo di detenzione prima dell’espulsione di uno straniero: l’inoltro tardivo e abusivo di una domanda d’asilo. Si tratta di impedire che i clandestini, con una simile manovra, possano sottrarsi al rimpatrio, ha rilevato il presidente della commissione, Maximilian Reimann (UDC/AG). Ogni anno si verificano circa un centinaio di questi casi, secondo Hans Hess (PLR/OW), autore dell’iniziativa che ha dato avvio al progetto.
La legge dovrà inoltre sanzionare coloro che contraggano o combinano quei «matrimoni bianchi» volti soltanto ad ottenere un permesso di soggiorno. Sarebbero passibili di detenzione fino a sei mesi o di una multa fino a 10mila franchi.
La consigliera nazionale Ruth Metzler ha ammesso che l’attuale legislazione non regola simili casi, ma ha invano cercato di convincere i senatori ad attendere la revisione totale della legge in corso. «Non potrebbe entrare in vigore prima del 2005», ha ribattuto Reimann.
Il Consiglio degli Stati ha invece ritenuto che non sia necessario anticipare i tempi per ciò che concerne il diritto di soggiorno degli immigrati. Con 22 voti a 14 non ha voluto entrare in materia su un progetto del Nazionale, volto ad accordare alle donne straniere il diritto di rimanere in Svizzera anche dopo la rottura del matrimonio, qualora la situazione personale ne impedisse il rimpatrio.
La legge prevede già questi casi, in quanto assegna alla polizia degli stranieri la competenza di prolungare il permesso di soggiorno nei casi di rigore, ha detto Reimann. Certo, ma i Cantoni seguono prassi assai diverse in materia, ha ribattuto Erika Forster (PLR/SG), scagliandosi contro le discriminazioni di cui sono vittime le donne straniere.
Le ha dato man forte Christiane Brunner (PS/GE), affermando che certe donne sono condannate a rimanere insieme al marito violento, nel timore che separandosi siano costrette a lasciare la Svizzera. Anche Eugen David (PPD/SG) si è indignato per il formalismo della maggioranza dei senatori: in caso di abusi, normalmente si agisce d’urgenza, qui invece si preferisce ritardare una revisione che è già stata approvata due anni or sono dal Consiglio nazionale, ha detto.
Il progetto, nato da un’iniziativa parlamentare di Christine Goll (PS/ZH), torna al Nazionale, che dovrà pronunciarsi una seconda volta. Se poi gli Stati si rifiuteranno nuovamente di entrare in materia, allora sarà definitivamente affossato.
swissinfo e agenzie
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